Erin Mccarley - Pony Lyrics


"L’uomo non vive di solo pane e io non vivo di scuse"

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"Ay payita mía
Guárdate la poesía
Guárdate la alegría pa'ti"


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sabato, 31 ottobre 2009
...Benvenuta

….come posso chiamarla?
Noemi? Amelia?Alma (anima in spagnolo)? Lucinda? Sahila (guida)?Sanemi (perfetta)?Amita (senza limiti)?Amani (strada, il primo che mostra il sentiero)? Muna (desiderio)?Nadia (colei che comincia)? Nur (luce)? Miku (futuro che deve ancora avvenire)? Yuki?

Chi? La mia cucciola.
È bello sentirsi dire “te lo meriti” e ancora più bella è averla stretta tra le mie mani, come se avessi preso tra le mani un cucciolo da crescere.
Me la merito? In parte sì: sono soldi dei miei lavori. In parte no: sono i soldi di regali e feste varie.  Eppure, sì, me la merito alla faccia di chi pensa di no! Ma solo chi mi vuole male può pensarlo, quindi è un parare che non ha importanza.
L’aspettavo per lunedì, invece quando verso le 18 ho chiamato Antonio per chiedergli quando sarei potuta andare da lui a prendere la reflex e l’altra cosa ma mi ha anticipato dicendomi che la reflex era arrivata questa mattina. Un sussulto al cuore. Ho mantenuto la razionalità, domato le mie emozioni e ho attaccato la telefonata con la certezza che sarei andato da lui con mamma mercoledì. Invece, grazie alla complicità di mia madre – che è impazzita dopo 20 gg sola con dakota ghghgh – un’ora dopo ero al negozio e quando Antonio apriva la scatola mi sentivo come una bambina davanti al suo regalo la mattina di natale. Il cuore batteva, lo sentivo benissimo risuonare nella mia cassa toracica. Quando l’ha tirata fuori dalla scatola e liberata dal cellofan mi hanno preso in giro: “guardala, le brillano gli occhi!”. Mi ha fatto vedere come mettere l’obiettivo, uno dei due acquistati, il 55-250; mi ha spiegato la pulizia e che mi conviene comprare una lente neutra cosi da non rovinare quella dell’obiettivo;  poi i primi scatti, mi ha spiegato alcune funzioni. Per me è un mondo nuovo, tutto da esplorare. Ho guardato la cucciola e mi sono sentita impreparata ma pronta a studiare tutti i manuali, a giocarci, a curarmi di lei, a capirla, a imparare, a sperimentare, a rispettarla, a tutelarla, ad amarla. Ma già me la sento mia. Non vedo l’ora di crescere con lei, sarà un’esperienza nuova. Meravigliosa.
Il dilemma Canon o Nikon, non è stato facile, ma molto hanno fatto le diverse schede tecniche, la d90 era migliore ma anche più cara cosi non restava che, con un buon rapporto qualità prezzo accessibile, la canon 450D. Anche la 40D, non era male… ahahahaha
è lei.
Mi piace.
è mia.

Poi sarà destino ma  la mia piccola Sony è morta qualche giorno fa, in realtà il giorno della festa del mio compleanno, infatti ringrazio ancora Alessia (fotografa) e Master  per la sua digitale (speriamo riesca a mandarmi preso le foto ç.ç).
Non mi fa più le foto. Sembra che si sia sacrificata dopo  aver compreso che se non fosse morta da sola non sarei mai riuscita a separarmi da lei, nemmeno per una reflex. Forse la 450D sarà il mio grande amore, o quanto meno il primo. Ma la mia Sony è stata la mia migliore amica per lunghi e favolosi cinque anni. È stata lei, nella sua semplicità e limiti ad aiutarmi a non smorzare questa passione ma ad inseguirla. È morta, e ogni tanto resuscita. Mi ha regalato gli ultimi due viaggi (Modena, Perugia). Naturalmente non la butterò  via, è stata  la mia migliore amica rimarrà sempre sulla scrivania, dove è sempre stata.  Con tutti i ricordi annessi. Le amicizie possono anche finire, ma i splendidi ricordi passati non si devono cancellare mai. Sarebbe un grande errore.

Benvenuta…. Piccola mia.





p.s. grazie ancora per il regalo di compleanno =)
p.p.s oddio che soddisfazione cancellarlo da "sogni nel cassetto" aaaaah *___*



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domenica, 04 ottobre 2009

.ispirazione.



 

“Prendi la mia mano. Ti porterò lontano da qui, dove non proverai più dolore. Ti ricongiungerò a lei, la sola che sei stato in grado da amare, la sola a cui permesso di penetrarti nell’anima e liberarti dalle tue paure più grandi. La sola che ti è stata da musa. Lei, dai capelli biondo grano e dagli occhi del colore del mare dopo una tempesta. Tonerai a suonare con lei. Non avere timore. Avvicinati. Sfiorami la mano, la sentirai fredda, ma non temere, è il tocco più caldo che il tuo cuore avrà l’onore di sentire mai. L’ultimo che sentirai, perché dove andrai potrai finalmente scrivere il tuo libro come lo tu solo vorrai. Non temere. Vieni.”


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martedì, 19 maggio 2009
Me e il web

A
hahahahah

"Costretta" ad aspettare per passare il tempo mi è venuto in mente di controllare il blog,ma la mia pessiama memoria è ormai sinonimo al mio nome, (naturalmente non scrivo dal mio pc) quindi ho messo su google queste due chiavi di ricerca: randomwalk splinder.... ahahahhah

e compare:
  1. Random Walk | Ieri la luna non c'era

    Casualmente penso sogni realtà che evaporano in stringhe di casualità lasciandosi dietro sentieri inesplorati segnati da funzioni iperboliche punti di ...
    ierilalunanoncera.splinder.com/post/8557523/Random+Walk - 49k - Copia cache - Pagine simili
  2. Random Walk

    ogni uomo segue la ragione propria, Questo e' il mio blog su Splinder. Blog: un web log. Un Sito web a meta strada tra un diario e un personal magazine.
    luporamingo.splinder.com/ - 121k - Copia cache - Pagine simili
  3. Random Walk

    VAFFANCULO vaffanculo a me vaffanculo a tutto... VAFFANCULOOOO!!!,ogni uomo segue la ragione propria, Questo e' il mio blog su Splinder. Blog: un web log.
    luporamingo.splinder.com/post/16141408 - 58k - Copia cache - Pagine simili
    Altri risultati in luporamingo.splinder.com »

AHAHAHAH il terzo è un post da maniaca depressiva XD che bella idea di me nel web ghghghghghghgh

uff... <canta mentre aspetta> la la là....

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venerdì, 15 maggio 2009
come vorrei essere:


Stupenda moretta con energia e un sorriso straordinari. Divertente. Intelligente. Cuore d'oro. Determinata. Semplice. Complicata. Materna. Infantile. Dura. Sensibile.


chissà se lo sono.

Luponemo - 01:01 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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mercoledì, 13 maggio 2009
(18.31) [O-sama/San-Sam/: sono stata da domenica con l'asma XD mi ha fatto fare tre giri di cas, gli ho tirato una scopa, ma ha ripreso al volo l'uccello. poi l'ho pallcato sulla veranda, l'ho preso e lui ha lasciato l'uccello. Ho butato fuori dakota,. ho smontato la veranda  per prendere l'uccellino, e l'ho liberato (mentre mi beccava). Poi sono dovuta entrare dalla finestra, perchè ho paura delle lucertole, e lui ne aveva lasciat una in corridoio..ma era semi viva!!!!
(18.32) [O-sama/San-Sam/: insomma XD ho capito che posso semttere di rpendere cortisone XD
(18.32) °.°: °.°
(18.33) °.°: tu tiri le scope ai gatti...sei ciecata e abbatti i volatili...presa dal rimorso di coscienza li salvi....ma fuggi dalle lucertole agonizzanti.....
(18.33) °.°: O_O e poi sono io sotto psicofarmacXD

Italiano a parte... AHAHAHAHHHA XD

Luponemo - 20:28 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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mercoledì, 06 maggio 2009

...voglia di magia



Lo so. Chi mi conosce mi prenderà per il culo  a vita. Chi non mi conosce si farà un’idea malsana di me. E io che mi conosco…. Bhe…. Dopo alcune esperienze di vita ho scoperto che la parole “mai” è davvero effimera… esempio banale questo. Ma che schifo “OC” mai seguita nemmeno una serie. Giulia: guarda che sotto sotto prende io: sarà.
Circa cinque giorni fa . Lui che dormiva nel letto in camera io affamata davanti alla tv davanti una tazza di latte cercando di svegliarmi, è cosi che ho iniziato a vederlo. Lo seguo da quattro. La terza stagione. Le ultime puntate a dir il vero.
Stasera qualche giro su you tube per capire in che scena c’era una canzone che ho nella cartella musica e che solo oggi ho dato peso a quel “ from the OC”… ed ecco qua…. Che lo scopo del telefilm colpisce.
Fin ora ho seguito solo un telefilm adolescenziale, One Tree Hill, che nessuno conosce e poco mi interessa, a me piace tanto perché per essere “irreale” è quasi “reale”. Ma i telefilm devono essere irreali, devo far sognare…. E questo “riassunto” di immagini.. bhe… mi ha commosso. D’accordo non si vede, ma sono romantica… che male c’è? Si vive una volta e tutti vorremmo una cosa del genere.. ma la vita è ben diversa… e allora ecco che arriva il telefilm… certo magari è un male, perché ci crea fantasia irrealizzabili, ci crea anche insoddisfazione si potrebbe dire… ma infondo, vederli non dispiace a nessuno. Almeno a me no… e va bene, prendetemi in giro XD ne avete diritto anch’io tempo fa l’avrei fatto, anzi.. io che vedo OC? Ma siamo matti!
Non so se mi farò scaricare le puntate, perché andando su you tube e facendo 4+4 ho capito come inizia e come finisce XD e viste tre puntate alla fine è un po’ tutto uguale… però……
Mi si è scaldato il cuore, che ci devo fare?
Amo sognare e se fosse per me… se avessi la lampada di Aladino.. esprimerei tre desideri:

longevità alle persone che amo

Soldi per garantirmi sicurezza per tutta la vita

E la possibilità di aprire una porta, come quella di Howl, e vivere diverse vite… ma vite come le vorrei io, insomma, mini romanzi personali, mini storie mie frutto della mia fantasia…. E viverle..

vivere in una vita tante vite ma senza perdere la principale, ovvero questa che vivo realmente, quello si che sarebbe bellissimo.
Amo sognare… e sogno.


 





e sogno ora.. perchè chissà cosa mi darà la vita.

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martedì, 03 febbraio 2009
...In vena di test



IL CAVALLO, animale Totem

Il cavallo non è una guida affidabile, perché esso è libertà pura. Non ama essere seguito, non ama i compromessi e la schiavitù e se saprai seguirlo in quella che sembra la sua follia esso ti aprirà le porte di una nuova ragione. Una ragione sconosciuta ai più e fatta di pura essenza. Di gioia e di libertà. Esso è una celebrazione continua, è pura espressione estatica e non potrà mai essere colto nella sua completezza perché nel momento in cui viene osservato non avrà più la sua grandezza, appannaggio di se stesso soltanto. E' un quadro senza firma, è una musica senza autore, una scultura di sabbia. Egli ti insegnerà a esprimere la tua meraviglia per il puro gusto di farlo, senza mostrarla a nessuno se non all'universo stesso. D'ora in poi osserva con attenzione qualsiasi cavallo il destino ti faccia incontrare, ogni sua azione sarà per te una lezione importante


O il CASTORO secondo il l'oroscopo indiano  XD

Quello che ti motiva nella vita? Il lavoro, lo sforzo, il risultato concreto. Ma, anche quando riesci nei tuoi intenti, far mostra di te non è proprio il tuo stile!
Per te, il lavoro deve essere finalizzato al raggiungimento di un obiettivo comune (quello dell'azienda, della famiglia...) ed elevare l'individuo, permettendogli di crescere interiormente. La spiritualità esercita un fascino forte su di te. Non sono in molti ad avere una certa intimità con te, la maggior parte delle persone che ti circondano ti conoscono poco e male, in fondo. Logico: ti esponi poco, non per diffidenza ma perché il tuo universo interiore è talmente vasto che cercare di farlo comprendere ad altri sarebbe tempo sprecato. E la solitudine, in fondo, non ti dispiace.
Eppure, quando sei circondata dalle persone che ami, le tue grandi qualità vengono alla luce: generosa, affettuosa, ti sacrifichi senza problemi per gli altri, senza aspettarti nulla in cambio.
Il tuo punto debole: un pessimismo che a volte puo' renderti astiosa. La tua scarsa fiducia nella natura umana fa si' che, se le cose non vanno come vorresti, tu tenda a impuntarti e ad arrabbiarti con coloro che consideri responsabili del fallimento.
La medicina e il sociale sono i mestieri che ti corrispondono meglio, dove saprai far mostra di tutta l'efficacità necessaria oltre ad avere la consapevolezza di aver fatto del bene …
Sul piano affettivo, farai forse un po' fatica a trovare qualcuno che sia "astratto" quanto te. Ma la pazienza verrà ricompensata e una volta trovato il partner giusto, saprai tenerlo da conto.
Ma il castoro è solo per via della data. Non l'ho mai sognato.



E si sa che questi test sono molto "è alto un pò castano, ha gli occhi azzurri tendenti al nero, è basso, più o meno alto cosi"
Ma il cavallo, è un animale che sogno di ricorrente, assieme ai cetacei.
Animale preferito? no... è la tigre.




____________

XD TAROCCHI EGIZIANI XD


     Il Faraone
Stai vivendo una bella storia che puo' durare se lo desideri. Aspiri a fondare una famiglia ed il tuo partner è sulla tua stessa lunghezza d'onda o lo sarà tra breve. Approfitta della situazione.

     Lo Schiavo
Stai vivendo una passione che talvolta ti dilania. Sei divisa tra la gelosia, la collera ed il piacere. Cerca di ritrovare un'autenticità che ti protegga dagli eccessi offensivi

ghghghghghghgggghghghg


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lunedì, 26 gennaio 2009
Alter bridge(clicca qui)+ispirazione+voglia di estraniarmi
=



E' un racconto che lentamente prende vita. Non ha una linea guida se non la sola ispiraizone, si crea e si assopisce, si risveglia e si assopisce. Non ha un perchè, nasce solo dalla voglia di vivere, di sognare di scrivere... nasce dal desiderio di estraniarmi dalla realtà. Nasce, ma non so se mai creascerà. Si crea passo dopo passo... se arriverà all'arrivo lo saprò solo scrivendo.

Iniziai a incamminarmi lungo il sentiero. Intorno a me la macchia era fitta, sentivo il mio cuore battermi all’impazzata. Stretto nel pugno della mia mano tenevo il ciondolo che il giocoliere mi aveva donato tra le mani, mentre  chiudendomi le dita mi disse “ti proteggerà, tienilo sempre con te non sono un potente mago, ma la magia mi è amica, mi scorre nel sangue”, dopo le sue parole quando riaprì la mia mano sul mio viso si disegnò un’espressione di perplessità. Lo guardai e lui rise, con quel suo modo, con quei suoi denti a cui non mi ero ancora abituata nonostante avessi imparato a volergli davvero bene. Mi richiuse nuovamente le dita e continaudno a ridere disse “fidati, non chiederti nulla, non sempre piccola mia è giusto chiedersi il perché, spesso dobbiamo accettare le cose come sono e capirle lentamente, scoprirle passo dopo passo. Tu tienilo vicino a te. Capirai poi”. Annuii era impossibile controbattergli. Avevo fatto come mi aveva detto e non me ne ero mai separata, e quella sfera nera era rimasta vicino a me, prima in tasca fin quando non trovai una collanina nella casa della Vecchia e d’allora era rimasto sul mio collo, come semplice ornamento. Una normalissima sfera nera, una biglia.
Ora ci giocherellavo nervosamente mentre mi addentravo nella foresta, non avevo idea del come ci ero finita e ne tanto meno perché avevo deciso di intraprendere la strada, ma sapevo che dovevo farlo. Ma ad ogni passo aumentava l’ansia e un senso di disagio, di spaesamento. Non capivo, avevo paura ma non mi arrendevo, continuavo a camminare.  
Camminando di tanto in tanto spezzavo dei rametti secchi sobbalzando da sola e aumentando la mia immotivata paura. Non so per quanto tempo camminai, ma il paesaggio circostante non cambiava mai e ad un certo punto sul dubbio di girare intorno iniziai a segnare gli alberi, rendendomi conto che il mio dubbio era pura realtà. Passai una, due fino a cinque volte sempre davanti allo stesso albero, alla sesta volta non resistetti e liberai un pianto isterico. Ero stanca e il buio stava calando, anche se lì la concezione del tempo non esisteva dentro di me era orami troppa la consapevolezza temporale da sentirla anche senza un orologio. Il sole era ancora alto, ma per me c’era qualcosa di innaturale, perché sapevo benissimo che normalmente già sarebbe stata notte. Mi appoggiai ad un albero per poi scivolare fino alla ruvida radice e al terreno freddo. Le creature, oltre a me, non avevano temperatura ma la natura sì, ogni albero, sasso, fiore o animale aveva la sua temperatura ma solo io sembravo accorgermene, anche i conigli del Giocoliere avevano temperatura, ma lui non sapeva nemmeno di cosa stessi parlando cosi come nemmeno la Vecchia e tutti gli altri. Nella stranezza di quel mondo che fino a quel momento nella mia estraneità sentivo vicino, adesso seduta in mezzo a questo labirinto di una foresta, mi sentii profondamente sola. Ero diversa, qui tutti erano diversi, ognuno aveva una sua particolarità, le sue caratteristiche, non esisteva né razza né colore solo individui, a una a due teste. Maghi, giocolieri musicisti, vecchi e giovani, uffici postali come stazioni ferroviarie e leoni parlanti. Il leone. Di colpo mi soffermai a pensare al leone, quando lo vidi per la prima volta provai una strana sensazione e non parlo dello stupore di trovarmi davanti a una creatura cosi maestosa e regale, cosi pericolosa e affascinante, ma dei suoi occhi che quando incontrarono i miei mi dissero qualcosa, o cercarono di comunicarmi qualcosa che però non seppi decifrare, e poi arrivarono i cavalieri neri a cavallo. Solo uno di quelli sembrò notarmi, gli altri erano troppo presi a rincorrere il leone. Ma chi era quel leone?
E perché in questo mondo nessuno si chiedeva perché? Nessuno si domandava cosa fosse il bene e il male, il giusto e lo sbagliato. Nessuno si poneva la parola perché, e vivevano bene. Queste consapevolezze aumentarono il mio senso di solitudine, ero diversa in tutto ma non incompatibile con questo mondo, eppure mi sentivo spesso davvero sola nella mia diversità. Era brutto toccare un fiore sentirne il calore guardare il Musicista e non potermi esprimere. Il Leone, lui era caldo. Questo era il mondo dello strano, del meraviglioso…e io troppo razionale per tutto questo. I miei mille perché mi riempivano la testa e vedere la perplessità nel volto degli altri mi demoralizzava. La Vecchia mi aveva ammonito “Troppi pensieri per una giovane come te, la verità fa male, perché cercarla piccola mia?” “ perché non ha senso vivere nella finzione” “e con che criterio ritieni che io sia una finzione o una parte della realtà? Da cosa giudichi il mio essere vera?”, rimasi in silenzio e lei mi versò un bicchiere di tè.
Mi portai le mai alla faccia, la  Vecchia aveva ragione pensavo troppo e ora sola, persa in una foresta i pensieri non aiutavano. Quando decisi di chiudere la mente e passare ai fatti cercando di trovare una soluzione, nel togliermi le mani dal volto mi resi conto che si era fatto buio. E non mi trattenei urlai. Con il buio non avrei potuto fare nulla e io avevo perso tempo a pensare.

- Dannazione! Dannazione!

Sbattei i piedi a terra e guardai il cielo supplichevole.

- chi guardi? Le stelle? Puoi parlare con le stelle?

Quella voce arrivò all’improvviso, come ogni individuo in questo mondo. Mi voltai di scatto ma non vidi nessuno, cosi girando su me stessa guardai intorno.

- Ehi, spilungona! Guarda giù! Non siamo tutti alti come te….

Seguendo la voce abbassai lo sguardo e sobbalzai all’indietro. Una lucertola. Indietreggiai tremando, i rettili mi terrorizzavano.

- Ti sembra un modo di comportarsi, signorina? Va bene non sono un coniglietto bianco come quelli del Giocoliere e no sono un meraviglioso leone o un lupo del nord, ma anche io ho dignità- mi guardò e dopo poco riprese a parlare- inoltre, dovrebbe chiedermi scusa, era proprio seduta sulla mia tana.

La guardi e cercai di trattenermi.

-         Mi scusi non lo sapevo.

-         Lei vorrebbe passare la notte all’aperto?

Ma di colpo ripensai alle sue parole e guardandola con sospetto chiesi.

-         Come fate a sapere queste cose?

-         Quanto pensate che sia grande questo mondo

-         Abbastanza da non dare per scontato che tutti sanno tutto.

-         Errate. Gli alberi parlano sapete? Mormorano e sono dei gran pettegoli.

-         Pettegolo ci sarai!- disse l’olmpo poco distante.

-         Ci risiamo….- sospirai io.

Lucertola e olmo iniziarono a bisticciare tra di loro. Mi allontanai un poco da loro cercando di capire dove ero, perché di colpo mi ero resa conto che non era più la foreta che avevo intrapreso ma ero sopra una vasta radura. Non comprendevo. Ma non mi  chiesi nulla. I miei occhi si soffermarono sul cielo. Era speciale, nel blu c’erano sfumature di rosa e in lontanza sopra una nuovola illuminata dalla luna sembra esserci un castello.

-         che bel cielo… e che nuovolona.

-         C’è tutte le sere…

La Lucertola si avvicinò rapida e io d’istinto mi allontanai da lei con un brivido lungo la schiena, l’animaletto mi guardò e io cercai di scusarmi con lo sguardo. Entrambi, ad accurata distanza, ci sedemmo sulla raduna ad osservare la nuovola e più la guardavo e più quella forma di castello mi sembrava reale.

-         Dicono che ci vivano i draghi.

-         I Draghi?- chiesi- questi mi suono nuovi. Nel mio immaginario sapevo benissimo com’erano i draghi, ma la curiosità fu maggiore- potresti descrivermeli?

-         Come me, ma non sono me.

-         Come da me.

-         Come da te? Voi da dove siete?- la Lucertola mi guardò perplesso- voi siete calda, non siete di queste terre vero?

-         No… - ma vi voltai di scatto verso di lui- voi percepite la mia temperatura?

-         Certo…- e anche se forse è impossibile percepii sulla sua bocca una sorta di sorriso.

-         Incredibile. Siete una Lucertola speciale…- sorrisi dolcemente.

-         Sapete come tornare a casa, giovane Lucien?

Nessuno mi aveva chiamata ancora in quella maniera, solo il Leone mi aveva chiamata cosi. Mi voltai lentamente verso la lucertola e suceddette qualcosa di meraviglioso. Il mio ciondolo, che durante i miei pensieri mi ero rimessa al collo, iniziò a liberare luce come un segnale luminoso, ma la luminosità che liberava era tenue. La Lucertola accanto a me divenne un vecchio con la barba lunga, piegato in se stesso sorretto dall’aiuto di un bastone.

-         Lucien.

-         Mago Loren.- esclamai senza rendermene conto.

Il Mago si voltò verso di me e chinò la testa con riverenza.
- Mia Regina.

E di colpo senza troppe domande mi voltai verso la nuvola comprendendo che quel castello non era solo un disegno ma era reale, ed era il mio castello.

- Il viaggio è stato lungo. Ma ora sarà tutta salita.
- Chi sono? E come sono arrivata?
- Voi sapete chi siete, e voi non siete mai né andata né arrivata, vuoi siete sempre stata qui, inconsapevolmente. Nulla è casuale e tutto ha un perché – la sua frase aveva il tono di una provocazione che terminò in una domanda teoria- O sbaglio, Regina Lucien.

Lo guardai, se prima ero confusa ora non sapevo più cos’era la confusione.







Furono i suoi disegni a farmi venire l'ispirazione ideale. Le sono grata, senza saperlo ha dato vita ai miei personaggi che racchiudevo nella mia mente. Una coindicendenza magnifica.
 

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Categoria: pezzi di cervello malato

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domenica, 25 gennaio 2009

La presa della sua mano è delicata,  ma per questo non meno salda. Protette dagli sguardi indiscreti dal cappuccio di quei guanti rossi, le nostre dita giocherellano con dolcezza tra di loro, dita e mani quasi sempre fredde che non tardo a riscaldare. Ed è un semplice piccolo contatto, mentre la nostra attenzione e sorrisi sono dedicati agli altri. Di tanto in tanto ci scambiamo uno sguardo e un sorriso, spesso basta questo per comprendersi.
Piove, ma i portici ci proteggono e le nostre risate e quelle dei suoi amici risuonano allegre.
Piove, ma non sulla… mia immaginazione che fa fede a ricordi reali, ricordi che...

....non vedono l’ora di rivivere.





(…ehi.. so essere anche smielata.. wow XD... coff coff)


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domenica, 18 gennaio 2009

....la giornata di ieri+ Angolo della vanità


Dopo il post pseudo profondo di ieri sera – ebbene sì, ieri mi sentivo ispirata- oggi non voglio tradire la sciatteria di questo blog.

Ieri ho preso un treno per Roma. Muse all’mp3, libro da sottolineare passando cosi quei trenta minuti prima di scendere alla stazione, percorrere come un branco di antilopi l’unico corridoio che porta alla metro, salire sul primo vagone, essere a pelle a pelle con il tuo vicino, sbirciare il “metro” di qualcuno e scendere. Pizza di Spagna. Via Del Corso. I negozi ancora chiusi, l’assenza delle persone. La strada tutta per me e il cielo che si libera dalle nubi mattutine. Prima di andare all’università dovevo cogliere l’opportunità di essere a Roma in tempo di Saldi e, soprattutto, sperare che quel negozio avesse ancora quel capotto che tanto desideravo. Negozi aperti e negozi chiusi si alternano mentre io leggera mi muovo senza una direziona precisa alla ricerca del quel negozio. Trovato. Chiuso. Bene. Torno indietro, vado avanti, chiedo un’informazione al centro vodafone, torno indietro e alcuni negozi rapiscono la mia attenzione. Uno sguardo ai manichini e uno sguardo al cartellino. Sorrido. Storco il naso. Mi lamento per i pochi soldi. Principalmente cerco dei jeans – non sapevo che per trovarli ci avrei messo due ore, perché sono “grassa” rispetto alla media della gente che frequenta quei negozi, premetto ho una 42. Ma ho i prociuttoni, evidentemente-, ma mi guardo ugualmente intorno. Quello che mi piace costa troppo anche in tempi di saldi, mando giù il rospo. Il tempo si accorcia, rapida vado al negozio chiedo direttamente alla commessa se avevano ancora quel cappotto, la risposta è negativa ma mi dice che c’è un modello identico ma è un cappotto un po’ più pesante. Lo vedo. Lo provo. Lo compro. Ma devo cambiare i 50 euro che non hanno il resto da darmi. Inizio a saltare da un negozio all’altro, casse vuote “mi spiace abbiamo appena aperto”, con l’occasione mi misuro alcuno jeans ma o non mi piacciono o mi sento un’insaccato, una bella prociuttona salamelosa (qualcuno avrebbe detto: sama salama. E non gli avrei dato torto).  Nulla, ma la mia salvezza è stato un bar. Commessa gentile. Torno al negozio pago e prendo il cappotto. Sono felice. Poi entro in un altro negozio- non posso citarlo, perché è una sorpresa-, entro in un altro e un altro ancora, dannazione nemmeno un jeans che mi piaccia! Dovevo puntare direttamente sui cinesi a Vittorio Emanuele. Poi vedo H&M, tento. Entro. La lezione ormai è iniziata, non importa è l’ultima e in questo appello non devo dare l’esame, però certo si parla della lezione di Stoppelli e un po’ il cuore piange, è un bravissimo professore una generazione diversa e gli avrei fatto il filo. Sara inoltre non sarebbe venuta, quindi il mio unico blocco è crollato, rilassandomi decido di fare i miei acquisti con calma. Un rapido sguardo a H&M, è piccolino rispetto agli altri H&M di Roma, Torino e Bologna che ho visto, ma non è affatto male.. anzi…e  cosi inizio a prendere magliette e mogliettine e, finalmente, alcuni jeans. Ne vedo altri, ma non sono scontati e li lascio a malincuore dove sono. Nel camerino mi svesto e mi rivesto con i nuovi indumenti. Si. No. Forse. No. No non mi piace. Si! Aggiudicato. Ehi! Mi fa un bel sedere.. ma da nonna mi faccio fare l’orlo.. finalmente i jeans larghi sono tornati di moda!Evviva!”. Socializzo con una ragazza, socializzare è una parola grande. Ma aveva un bel viso e mi ha invogliato a donarle un sorriso. Una volta. Due. Alla fine bastava guardarci e sembrava che ci conoscessimo da una vita. Lei era quella che sarei voluta essere io, forse per questo ho provato da subito fascino per lei. Aggiudicato! Controllo i soldi, si, ci rientro. Sto per andare ma vedo un manichino, carino quell’accostamento, mi dico. Torno indietro, la prendo, la misuro. Camerino. Arriva un messaggio “buongiorno amore” “… pensi che sono a lezione vero?” “non dirmi che sei tornata indietro e sei tornata a dormire” “no, cosa c’è di peggio”  “….lo shopping”. Arrosisco e rido da sola nel camerino mentre allo specchio c’è il mio riflesso con gli abiti nuovi. Ricontrollo i soldi, peccato per dieci euro.. riposo un maglietta, ma la guardo con aria minacciosa come a dire “tornerò non finisce qui”. Torno verso Piazza di Spagna ma evito Via del corso. Nell’arco di un’ora quella via che prima apparteneva solo a me e pochi altri si è riempita vistosamente. Passo per Via del Babbuino, contemplo quella chiesa anglicana che adoro e continuo a camminare tutta fiera con le mie due buste (90 euro)…. E mi deprimo, nemmeno fossi passata in Via Condotti. Negozi di classe, vestiti da urlo, squisite boutique, turisti che entrano ed escono, un ragazzo più piccolo di me che esce da uno di quei negozi con nella mano destra la busta e nella sinistra la carta di credito. Sposami!. Tiro avanti: sono povera ma felice. Torno in metro, questa volta vuota dai lavoratori e studenti, ma piena di persone che vagano come me e dagli stranieri. Termini. Cambio metro. Policlinico. Vado a ritirare le analisi, ci sono tre dati fuori i massimali e anche di tanto, speriamo bene. Penso che la prossima volta che tornerò in quell’ospedale sarà per togliermi il dente del giudizio. Deglutisco. Mi dirigo all’università che è a pochi passi. Ho fame e quattro euro nel portafoglio. Sorrido e ringrazio di averla portata. Vado in mensa chiedo all’impiegato di dirmi quanti soldi ho dentro, mi sorride e mi indica la cifra “17 cent”,sorrido “due euro”. Prendo vassoio, forchetta e bicchiere. Osservo i primi e i secondi con i contorni. Pranzo a base di verdura.. vegetariana? No. Solo che non ho più voglia di carne ne ho mangiata troppo ultimamente – bava alla bocca… grigliata…gna gna-. Guardo i posti liberi… ragazzo o ragazza? Dai! Scelgo la ragazza. Mi siedo è silenziosa, evita il mio sguardo. Ma non demordo! Quando porta la brocca dell’acqua con dentro la spremuta – bleah!!! …stranieri >.< - le sorrido cordiale e la ringrazio, lei appare quasi sorpresa, sorride chiedendomi se andava bene la spremuta, recito un entusiasmo, avrei meritato un oscar, ma odio essere poco socievole!. Me ne versa nel bicchiere, la ringrazio nuovamente. Mangiamo in silenzio, ma il silenzio è in realtà rotto. Finisco prima io, le chiedo se vuole altro pane prima di buttarlo, lei si mostra ancora sorpresa e poi mi ringrazia con sincerità declinando l’offerta. Ci salutiamo. Prendo un caffè. 50 cent. Nell’attesa di riceverlo, accanto a me due ragazzi scherzano tra di loro, non riesco a non sorridere e vengo notata, distende il discorso anche a me “il mio amico è scemo non farci caso” distendo il sorriso e bevo il caffè, mantengo un po’ di distacco. Sono cosi… controllata. Quando vado, saluto, spero in un loro saluto e cosi è, faccio “ciao” con la mano. Esco tutta allegra. Arrivo alla città Universitaria e chiamo, resto al telefono e seduta al giardino centrale, per ben due ore, tra risa e ragionamenti. Saluto. Vado al corso dalla frequenza obbligatoria, entra la docente le dico del dente del giudizio e l’avverto che non se potrò esserci per la prova finale “troveremo una soluzione, ma vedrà che starà bene”, mi siedo, saluto delle ragazze, ma manca la mia amica del kazakistan, Ne sono davvero dispiaciuta ma le parole della docente mi rallegrano “oggi facciamo solo un’ora”. Solitamente sono tre. Poco dopo arriva Alma le tolgo dai piedi il mio cappotto e la faccio sedere. A fine lezione le propongo un caffè. Mi ha preso in simpatia da subito, e anche se è più grande mi ci trovo troppo bene. Parliamo un pò di tutto e di più. Apprezza le mie compere e sembra sincera mentre lo fa, rimanendo poi perplessa quando le dico che quando ci vediamo con il mio ragazzo, dormiamo sempre nelle reciproche case. Non ci avevo mai pensato, però è vero… non è una cosa usuale, ma soprattutto, sembra quasi una mancanza di rispetto verso i genitori dormire nella stessa camera e letto. Non ci avevo mai pensato, tanto naturale e tranquilla è stata la cosa. Ci salutiamo, si dispiace che non ho un modo per tornare a casa o mi avrebbe inviata alla cena che avrebbe fatto la sera con dei suoi amici a casa sua, ma mi spiega che non può ospitarmi perché vive con altri e non c’è posto. All’univerisità per quanto sono in un corso di spocchiosi intellettualoidi ho socializzato con qualcuno, ma poco. Le ragazze hanno la puzza sotto il naso, i ragazzi non esistono tranne due tre, le uniche persone con cui mi sono trovata bene sono questa Alma e Blanka… cosa hanno in comune?Sono straniere. Mi trovo troppo bene con le straniere. Si si. Molto di più che con quelle spocchiose del corso. Mi dispiace solo non avere l’opportunità di uscire con loro la sera. Questo si, o diverrebbe una valida e bella amicizia più di cosi.
Finito il caffè ci dirigiamo verso la fermata degli autobus, ci salutiamo e ci dividiamo. Socializzo sull’autobus-scatoletta-da-sardine con una ragazza che apprezza la mia sciarpa. Salgo sul treno e riesco a prendere l’autobus senza dover scomodare la mamma di Alexia. Arrivo a Fiano scendo. Percorro la strada cantando. Arrivo a casa, temo che mi rovineranno la giornata… e invece no! Tutte felici anche loro!. La sera gioco. Gioco!!! MIRACOLO! E mi diverto anche… gh. Guardo OTH e scrivo post. Vado a letto felice.

Una bellissima giornata.

E ora… Angolo della vanità... i miei acquisti con i saldi! (e regali rimmediati).


 


 

CAPPOTTOOOO (HABANA) [è aderente al busto e poi tende ad allargarsi a mo di gonna] - Sciarpa (benetton)



&




Maglione e minigonna (Maglione bancheralla cinese; mingonna regalo di.. di... di tenerezza!)



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Maglie [una blui e una verde, la quale può essere lasciata lunga o fermata, grazie al bordo elastico, alla vita lasciandola morbida] e Jeans (H&M)


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Scarpe (le due a destra sono di quest'anno, (marca anonima) [grazie per il regalo *_*]




infine..... AHAHAHHAHAHAHA.. Dakota perplesso!





e.... l'altra cosa.. che però non posso far vedere.







....in tutto questo, tornando ad oggi, speriamo che Topy si rimetta in sesto presto. Dio te ne prego proteggila anche questa volta.

Luponemo - 02:05 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

Categoria: ricordi, pezzi di cervello malato, angolo della vanità

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