sabato, 31 ottobre 2009
...Benvenuta
….come posso chiamarla? Noemi? Amelia?Alma (anima in spagnolo)? Lucinda? Sahila (guida)?Sanemi (perfetta)?Amita (senza limiti)?Amani (strada, il primo che mostra il sentiero)? Muna (desiderio)?Nadia (colei che comincia)? Nur (luce)? Miku (futuro che deve ancora avvenire)? Yuki?
Chi? La mia cucciola.
È bello sentirsi dire “te lo meriti” e ancora più bella è averla stretta tra le mie mani, come se avessi preso tra le mani un cucciolo da crescere.
Me la merito? In parte sì: sono soldi dei miei lavori. In parte no: sono i soldi di regali e feste varie. Eppure, sì, me la merito alla faccia di chi pensa di no! Ma solo chi mi vuole male può pensarlo, quindi è un parare che non ha importanza.
L’aspettavo per lunedì, invece quando verso le 18 ho chiamato Antonio per chiedergli quando sarei potuta andare da lui a prendere la reflex e l’altra cosa ma mi ha anticipato dicendomi che la reflex era arrivata questa mattina. Un sussulto al cuore. Ho mantenuto la razionalità, domato le mie emozioni e ho attaccato la telefonata con la certezza che sarei andato da lui con mamma mercoledì. Invece, grazie alla complicità di mia madre – che è impazzita dopo 20 gg sola con dakota ghghgh – un’ora dopo ero al negozio e quando Antonio apriva la scatola mi sentivo come una bambina davanti al suo regalo la mattina di natale. Il cuore batteva, lo sentivo benissimo risuonare nella mia cassa toracica. Quando l’ha tirata fuori dalla scatola e liberata dal cellofan mi hanno preso in giro: “guardala, le brillano gli occhi!”. Mi ha fatto vedere come mettere l’obiettivo, uno dei due acquistati, il 55-250; mi ha spiegato la pulizia e che mi conviene comprare una lente neutra cosi da non rovinare quella dell’obiettivo; poi i primi scatti, mi ha spiegato alcune funzioni. Per me è un mondo nuovo, tutto da esplorare. Ho guardato la cucciola e mi sono sentita impreparata ma pronta a studiare tutti i manuali, a giocarci, a curarmi di lei, a capirla, a imparare, a sperimentare, a rispettarla, a tutelarla, ad amarla. Ma già me la sento mia. Non vedo l’ora di crescere con lei, sarà un’esperienza nuova. Meravigliosa.
Il dilemma Canon o Nikon, non è stato facile, ma molto hanno fatto le diverse schede tecniche, la d90 era migliore ma anche più cara cosi non restava che, con un buon rapporto qualità prezzo accessibile, la canon 450D. Anche la 40D, non era male… ahahahaha
è lei.
Mi piace.
è mia.
Poi sarà destino ma la mia piccola Sony è morta qualche giorno fa, in realtà il giorno della festa del mio compleanno, infatti ringrazio ancora Alessia (fotografa) e Master per la sua digitale (speriamo riesca a mandarmi preso le foto ç.ç).
Non mi fa più le foto. Sembra che si sia sacrificata dopo aver compreso che se non fosse morta da sola non sarei mai riuscita a separarmi da lei, nemmeno per una reflex. Forse la 450D sarà il mio grande amore, o quanto meno il primo. Ma la mia Sony è stata la mia migliore amica per lunghi e favolosi cinque anni. È stata lei, nella sua semplicità e limiti ad aiutarmi a non smorzare questa passione ma ad inseguirla. È morta, e ogni tanto resuscita. Mi ha regalato gli ultimi due viaggi (Modena, Perugia). Naturalmente non la butterò via, è stata la mia migliore amica rimarrà sempre sulla scrivania, dove è sempre stata. Con tutti i ricordi annessi. Le amicizie possono anche finire, ma i splendidi ricordi passati non si devono cancellare mai. Sarebbe un grande errore.
Benvenuta…. Piccola mia.
p.s. grazie ancora per il regalo di compleanno =)
p.p.s oddio che soddisfazione cancellarlo da "sogni nel cassetto" aaaaah *___*
giovedì, 20 agosto 2009
....Semplicemente semplice
Con una pecora che mi cammina sulla barra degli strumenti di windows (dai ve la ricordate? “Esheep”?), lascio che le mie dita scivolino sulla tastiera. Questa notte passata praticamente non ho dormito, è stato bello cosi: divertirsi nella semplicità, senza timore o vergogna alcuna. Stare semplicemente bene. Ed è la parola
semplicità che dipinge di un colore omogeneo la mia estate ma, strano ma vero, ne sono felice… perché si, stare bene nella semplicità non è cosa facile, almeno per me. Eppure anche se alla domanda di cosa ho fatto questa estate devo rispondere “niente di speciale”, non mi crea alcun disturbo, perché sono stata bene. Da giugno a qui mi sembra di aver fatto tanto – nel mio piccolo-, nulla di “straordinario” ma nemmeno posso dire di essermi annoiata o di essermi sentita giù di morale. Affatto, sono stata costantemente bene, se escludiamo certamente quel picco di pazzia che ho mostrato, ma sotto sotto ne avevo bisogno, mi ha permesso di darmi quattro schiaffoni e aprire gli occhi, senza alcun velo di “pensieri o problemi”, ho capito quanto ho sbagliato e quanto ora sono in grado – o devo in ogni caso- di migliorare. Buoni propositi? Forse, ma si inizia col pensarli e si finisce con il realizzarli, di norma. Mi è servito a capire quanto so essere davvero idiota e cieca alcune volte. Analizzare auto-analizzarsi serve, altro che.
.. se mi sento realizzata? Sì e forse è per questo che sto bene. Giugno e luglio sono andati come ho già scritto, e agosto? È vero sono stata costretta a rimanere bloccata in questo buco per accudire il cane, e poi ho fatto anche dieci giorni di baby-sitter e, se non ero occupata con i bambini, avevo anche trovato un lavoro come commessa in un negozio di scarpe per il periodo agosto settembre e forse anche per i resto dell’anno nei weekend, ma non ho potuto dare la mia disponibilità, peccato, mi aveva chiamato il giorno dopo della consegna del curriculum. Mi hanno anche chiamato da un negozio dove a maggio avevo lasciato il curriculum, ma essendo full-time ho dovuto declinare. Insomma…non sto mai con le mani in mano? No. Sia perché non posso sia perché me ne vergognerei – o forse ragiono cosi solo perché sono “costretta”-, e poi… se non fossi rimasta bloccata a Fiano per questi due lavoretti?...come posso farmi la mia vacanza a settembre tra un esame e l’altro?....come facevo a comprarmi i biglietti per viaggiare ancora una volta fuori dai confini?
Ora dopo una piacevole estate che mi ha ricordato che posso stare bene anche bene nella semplicità se sto bene con me stessa e con chi mi è intorno, non vedo l’ora che sia settembre, non vedo l’ora di quella data, e di quei quattro giorni… perché finalmente, dopo anni da quando lo lessi su quel libro, ci sarò anch’io.
… è vero, io ho una condanna voglio il “tutto e subito” ma non ho le carte giuste per ottenerlo, ma a piccoli passi ho segnato sotto di me una bella strada. E questi mesi ne sono stati il risultato.
E da domani si riparte seriamente, gli esami sono prossimi e poi ….preparo il mio trolley.
Però non è vero che non ho proprio fatto nulla, sono stata in due piccoli posti che mi piacciono tanto….ma proprio tanto…tanto…
Alcuni oggetti di questa estate, per non dimenticare.
Un regalo semplicemente wonderful... :


Perchè semplicemente Roma è nostra... e quelle via (e le altre vie), quella zona (e le altre zone).... :



(naturalmente non li metterò mai insieme, ma non sapevamo decidere..e quindi..prese entrambe)
Un semplice quanto prezioso regalo dalla Grecia:

Sarà un caso o non lo sarà, ma semplicemente è vero...noi di quel periodo capitiamo sempre là:

Due semplici quanto speciali regalini....o anche detti "prendi polvere" bellissimiii!!! *.* :


Un semplice sabato sera, quattro ragazze e una bancharella con orecchini a 2 uero. Uno per ciascuno, e questo è il mio:

Le schifezze ricorrenti di questa estate......Semplicemente buone! :

e infine.....
Il ricordo di una semplice giornata, la più bella tra le belle... :

sabato, 06 giugno 2009
Ho passato una bellissima nottata. Notti di questo tipo non accadono spesso –anche perché poi chi si sveglierebbe la mattina?- ma volentieri succedono ed è sempre un piacere, perché è bello condividere idee e pensieri, avere un argomento e tante cose da dire. Sono andata a letto con il temporale e i raggi di sole che entravano dalle persiane, ho dormito serena e mi sono svegliata allegrotta………..
………e poi sono andata a votare. Appena tornata. Quando ho messo la X non mi sono sentita per nulla convinta. Io non sono Italiana. Partendo dal presupposto che non solo non ho il concetto di patria ma proprio non ci ritrovo con tantissimi tratti della mentalità… però inutile negare che, infondo, purtroppo resto italiana, sono cresciuta qui. Però più vado avanti e più mi accorgo che sì non mi appartiene. Se non avessi gli affetti, non avrei alcuna remore a prendere il primo aereo e andarmene altrove. Per di più non seguo la politica, non riesco a pendere da una bandiera – ho giusto un’idea-, ho una mia visione di politica ma è utopica, e poi non esiste una buona politica da nessuna parte del mondo credo e nella storia, c’è quella migliore delle altre…ma non è la Migliore. Diciamo che destra o sinistra che sia, non mi piace proprio la mentalità italiana di base. Quindi, mettici che non mi sento addosso l’idea di patria e aggiungi che non ho fiducia nella politica e non ci credo… andare a votare perde valore. Ci sono andata però, perché l’idea del “voto” mi piace, la trovo bellissima, credo che sia un diritto che qualcuno mi ha permesso oggi di averlo, è un diritto che va rispettato, è una responsabilità, è il nostro “piccolo potere”. Provo entusiasmo al pensiero…ma poi già so i risultati e quindi addio entusiasmo. Inoltre, ci sono andata perché cosi potrò lamentarmi e avrò il diritto di farlo ghghghgh
Sono andata a votare, avevo la stessa tristezza di quando vedo passare i funerali.
Altra cosa bellissima. Al mio paesino, ma ho scoperto non solo al mio paesino, ogni anno ci sono sempre i stessi volti, sempre le stesse persone che ti guardano e sanno perfino come ti chiami e chi sei, e io puntualmente sorriso stampato in viso e un punto interrogativo nel cervello.
A settembre vado a fare la richiesta al comune, voglio vedere quanti sorteggi dovrò attendere.
Dio quanto sono cinica, sarà per l’esame?
Domani gara di motocross!! Porto la mia digitale, magari se ho una pausa dal lavoro faccio delle foto!
ps. queste erano troppo importanti. Ma per le prossime elezioni, ovvero quelle comunali, farò una cosa stupida, ma ho voglia di farla: farò scheda nulla disegnando una smile!. Per poi poter essere mosca per vedere lo scrutatore che aprendo la scheda schifato dirà: "la gente è veramente stupida".
Angolo della vanità u_u oggi mi gira cosi
(voglio una digitale come dio comanda...beata la socia.... mmh la socia... dopo gli esami la bracco)

la mia collana preferita:

domenica, 05 aprile 2009
....piccola aggiunta, per rimanere in tema....
wow.....
Hi sam! You´re very welcome, you have a incredible talent to take pictures! u don´t have to say tnx! 
(sorry if i have grammatical mistakes, mexican english!
)
AHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAH *_____* AHAHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAAH
.....e non c'è due senza tre!
"You have a lot of talent in your gallery, as well. Especially the black and white photographs. : )"
...... sono felicissimaaaa!!!! *___*
Lo so potrebbe sembrare vanto il mio, ma non lo è! è solo felicità! perchè va bene è una cazzata.... ma per me nel suo piccolo è un grandissimo dono!!!!! *____*
venerdì, 23 gennaio 2009
primo dente del giudizio + angolo della vanità
Qualcuno mi ha detto che sono diventa frivola… ghghgh
In realtà no, nel senso che potrebbe sembrare ma è solo una fase samanthiana, una delle tante per dire! Favorita da un connubio tra il mese di esame che mi annulla come essere vivente (quindi non spendo soldi) e i saldi. Oggi però… shopping sfrenato con la nonna al mercatino! Insomma per 40 euro ho preso: jeans, una gonna, 4 giacchettine O_o che poi nemmeno si chiamano cosi XD >.> però ora le vedrete, calze, una mutandina, tanti calzini lunghi fino alle ginocchia e di lunghezza normale….naturalmente tutti a righe >.> mi piacciono le righe.. vado matta per righe… righe… righe… righeeeee >.> ok… taccio.
Inoltre oggi avevo un valido motivo per fare shopping.. mi sono tolta il dente del giudizio, il primo di quattro… se ha fatto male? diciamo che non sono felice di averne ancora altri tre da togliere. Però c’è da dire che non sono tantissimo gonfia e che il dolore è quasi assente, speriamo duri cosi anche domani!
U_u ora ho sonno e domani università uff >.>
ps.Infondo le mode hanno un pregio che durano poco e i negozianti passano i scarti alle bancarelle, che non sono scarti… è roba da negozio a prezzo di mercato! *__*
Gonna lunga, per la gioia di qualcuno.

felpa o mantellina?

felpina-ina leggera

felpa normale aderente (+ foto venezia)

e...ta-dà!

(la prima maglia del riquadro non c'è singolarmente perchè la sottoscritta fa le foto sfuocate >.> , ad ogni modo è simile alla felipina leggera grigia solo che ha lintreccio, come si intravede nell'ultima "foto")
... forse si, sono nella fase Frivolezza portami via....
.... ma c'è una donna anche dentro di me, seppur non si veda... >.>
ps. ieri invece ho comprato, sempre mercato, tre magliette semplici a tinta unita fine e Ariela mi ha regalato tre paia di mutadine troppo belle XD AHAHHAHAHAHAHAHAHAHHA
pss. oggi è 22 *___*
Luponemo - 00:40 -
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Categoria: ricordi,
angolo della vanitÃ
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domenica, 18 gennaio 2009
....la giornata di ieri+ Angolo della vanità
Dopo il post pseudo profondo di ieri sera – ebbene sì, ieri mi sentivo ispirata- oggi non voglio tradire la sciatteria di questo blog.
Ieri ho preso un treno per Roma. Muse all’mp3, libro da sottolineare passando cosi quei trenta minuti prima di scendere alla stazione, percorrere come un branco di antilopi l’unico corridoio che porta alla metro, salire sul primo vagone, essere a pelle a pelle con il tuo vicino, sbirciare il “metro” di qualcuno e scendere. Pizza di Spagna. Via Del Corso. I negozi ancora chiusi, l’assenza delle persone. La strada tutta per me e il cielo che si libera dalle nubi mattutine. Prima di andare all’università dovevo cogliere l’opportunità di essere a Roma in tempo di Saldi e, soprattutto, sperare che quel negozio avesse ancora quel capotto che tanto desideravo. Negozi aperti e negozi chiusi si alternano mentre io leggera mi muovo senza una direziona precisa alla ricerca del quel negozio. Trovato. Chiuso. Bene. Torno indietro, vado avanti, chiedo un’informazione al centro vodafone, torno indietro e alcuni negozi rapiscono la mia attenzione. Uno sguardo ai manichini e uno sguardo al cartellino. Sorrido. Storco il naso. Mi lamento per i pochi soldi. Principalmente cerco dei jeans – non sapevo che per trovarli ci avrei messo due ore, perché sono “grassa” rispetto alla media della gente che frequenta quei negozi, premetto ho una 42. Ma ho i prociuttoni, evidentemente-, ma mi guardo ugualmente intorno. Quello che mi piace costa troppo anche in tempi di saldi, mando giù il rospo. Il tempo si accorcia, rapida vado al negozio chiedo direttamente alla commessa se avevano ancora quel cappotto, la risposta è negativa ma mi dice che c’è un modello identico ma è un cappotto un po’ più pesante. Lo vedo. Lo provo. Lo compro. Ma devo cambiare i 50 euro che non hanno il resto da darmi. Inizio a saltare da un negozio all’altro, casse vuote “mi spiace abbiamo appena aperto”, con l’occasione mi misuro alcuno jeans ma o non mi piacciono o mi sento un’insaccato, una bella prociuttona salamelosa (qualcuno avrebbe detto: sama salama. E non gli avrei dato torto). Nulla, ma la mia salvezza è stato un bar. Commessa gentile. Torno al negozio pago e prendo il cappotto. Sono felice. Poi entro in un altro negozio- non posso citarlo, perché è una sorpresa-, entro in un altro e un altro ancora, dannazione nemmeno un jeans che mi piaccia! Dovevo puntare direttamente sui cinesi a Vittorio Emanuele. Poi vedo H&M, tento. Entro. La lezione ormai è iniziata, non importa è l’ultima e in questo appello non devo dare l’esame, però certo si parla della lezione di Stoppelli e un po’ il cuore piange, è un bravissimo professore una generazione diversa e gli avrei fatto il filo. Sara inoltre non sarebbe venuta, quindi il mio unico blocco è crollato, rilassandomi decido di fare i miei acquisti con calma. Un rapido sguardo a H&M, è piccolino rispetto agli altri H&M di Roma, Torino e Bologna che ho visto, ma non è affatto male.. anzi…e cosi inizio a prendere magliette e mogliettine e, finalmente, alcuni jeans. Ne vedo altri, ma non sono scontati e li lascio a malincuore dove sono. Nel camerino mi svesto e mi rivesto con i nuovi indumenti. Si. No. Forse. No. No non mi piace. Si! Aggiudicato. Ehi! Mi fa un bel sedere.. ma da nonna mi faccio fare l’orlo.. finalmente i jeans larghi sono tornati di moda!Evviva!”. Socializzo con una ragazza, socializzare è una parola grande. Ma aveva un bel viso e mi ha invogliato a donarle un sorriso. Una volta. Due. Alla fine bastava guardarci e sembrava che ci conoscessimo da una vita. Lei era quella che sarei voluta essere io, forse per questo ho provato da subito fascino per lei. Aggiudicato! Controllo i soldi, si, ci rientro. Sto per andare ma vedo un manichino, carino quell’accostamento, mi dico. Torno indietro, la prendo, la misuro. Camerino. Arriva un messaggio “buongiorno amore” “… pensi che sono a lezione vero?” “non dirmi che sei tornata indietro e sei tornata a dormire” “no, cosa c’è di peggio” “….lo shopping”. Arrosisco e rido da sola nel camerino mentre allo specchio c’è il mio riflesso con gli abiti nuovi. Ricontrollo i soldi, peccato per dieci euro.. riposo un maglietta, ma la guardo con aria minacciosa come a dire “tornerò non finisce qui”. Torno verso Piazza di Spagna ma evito Via del corso. Nell’arco di un’ora quella via che prima apparteneva solo a me e pochi altri si è riempita vistosamente. Passo per Via del Babbuino, contemplo quella chiesa anglicana che adoro e continuo a camminare tutta fiera con le mie due buste (90 euro)…. E mi deprimo, nemmeno fossi passata in Via Condotti. Negozi di classe, vestiti da urlo, squisite boutique, turisti che entrano ed escono, un ragazzo più piccolo di me che esce da uno di quei negozi con nella mano destra la busta e nella sinistra la carta di credito. Sposami!. Tiro avanti: sono povera ma felice. Torno in metro, questa volta vuota dai lavoratori e studenti, ma piena di persone che vagano come me e dagli stranieri. Termini. Cambio metro. Policlinico. Vado a ritirare le analisi, ci sono tre dati fuori i massimali e anche di tanto, speriamo bene. Penso che la prossima volta che tornerò in quell’ospedale sarà per togliermi il dente del giudizio. Deglutisco. Mi dirigo all’università che è a pochi passi. Ho fame e quattro euro nel portafoglio. Sorrido e ringrazio di averla portata. Vado in mensa chiedo all’impiegato di dirmi quanti soldi ho dentro, mi sorride e mi indica la cifra “17 cent”,sorrido “due euro”. Prendo vassoio, forchetta e bicchiere. Osservo i primi e i secondi con i contorni. Pranzo a base di verdura.. vegetariana? No. Solo che non ho più voglia di carne ne ho mangiata troppo ultimamente – bava alla bocca… grigliata…gna gna-. Guardo i posti liberi… ragazzo o ragazza? Dai! Scelgo la ragazza. Mi siedo è silenziosa, evita il mio sguardo. Ma non demordo! Quando porta la brocca dell’acqua con dentro la spremuta – bleah!!! …stranieri >.< - le sorrido cordiale e la ringrazio, lei appare quasi sorpresa, sorride chiedendomi se andava bene la spremuta, recito un entusiasmo, avrei meritato un oscar, ma odio essere poco socievole!. Me ne versa nel bicchiere, la ringrazio nuovamente. Mangiamo in silenzio, ma il silenzio è in realtà rotto. Finisco prima io, le chiedo se vuole altro pane prima di buttarlo, lei si mostra ancora sorpresa e poi mi ringrazia con sincerità declinando l’offerta. Ci salutiamo. Prendo un caffè. 50 cent. Nell’attesa di riceverlo, accanto a me due ragazzi scherzano tra di loro, non riesco a non sorridere e vengo notata, distende il discorso anche a me “il mio amico è scemo non farci caso” distendo il sorriso e bevo il caffè, mantengo un po’ di distacco. Sono cosi… controllata. Quando vado, saluto, spero in un loro saluto e cosi è, faccio “ciao” con la mano. Esco tutta allegra. Arrivo alla città Universitaria e chiamo, resto al telefono e seduta al giardino centrale, per ben due ore, tra risa e ragionamenti. Saluto. Vado al corso dalla frequenza obbligatoria, entra la docente le dico del dente del giudizio e l’avverto che non se potrò esserci per la prova finale “troveremo una soluzione, ma vedrà che starà bene”, mi siedo, saluto delle ragazze, ma manca la mia amica del kazakistan, Ne sono davvero dispiaciuta ma le parole della docente mi rallegrano “oggi facciamo solo un’ora”. Solitamente sono tre. Poco dopo arriva Alma le tolgo dai piedi il mio cappotto e la faccio sedere. A fine lezione le propongo un caffè. Mi ha preso in simpatia da subito, e anche se è più grande mi ci trovo troppo bene. Parliamo un pò di tutto e di più. Apprezza le mie compere e sembra sincera mentre lo fa, rimanendo poi perplessa quando le dico che quando ci vediamo con il mio ragazzo, dormiamo sempre nelle reciproche case. Non ci avevo mai pensato, però è vero… non è una cosa usuale, ma soprattutto, sembra quasi una mancanza di rispetto verso i genitori dormire nella stessa camera e letto. Non ci avevo mai pensato, tanto naturale e tranquilla è stata la cosa. Ci salutiamo, si dispiace che non ho un modo per tornare a casa o mi avrebbe inviata alla cena che avrebbe fatto la sera con dei suoi amici a casa sua, ma mi spiega che non può ospitarmi perché vive con altri e non c’è posto. All’univerisità per quanto sono in un corso di spocchiosi intellettualoidi ho socializzato con qualcuno, ma poco. Le ragazze hanno la puzza sotto il naso, i ragazzi non esistono tranne due tre, le uniche persone con cui mi sono trovata bene sono questa Alma e Blanka… cosa hanno in comune?Sono straniere. Mi trovo troppo bene con le straniere. Si si. Molto di più che con quelle spocchiose del corso. Mi dispiace solo non avere l’opportunità di uscire con loro la sera. Questo si, o diverrebbe una valida e bella amicizia più di cosi.
Finito il caffè ci dirigiamo verso la fermata degli autobus, ci salutiamo e ci dividiamo. Socializzo sull’autobus-scatoletta-da-sardine con una ragazza che apprezza la mia sciarpa. Salgo sul treno e riesco a prendere l’autobus senza dover scomodare la mamma di Alexia. Arrivo a Fiano scendo. Percorro la strada cantando. Arrivo a casa, temo che mi rovineranno la giornata… e invece no! Tutte felici anche loro!. La sera gioco. Gioco!!! MIRACOLO! E mi diverto anche… gh. Guardo OTH e scrivo post. Vado a letto felice.
Una bellissima giornata.
E ora… Angolo della vanità... i miei acquisti con i saldi! (e regali rimmediati).