Cavolo nell’arco di due giorni ho collezionato pensieri, spunti e situazioni “divertenti”, di quelle in cui è la semplicità a strapparti un sorriso sincero e spontaneo sul viso.
Forse troppi pensieri, e so già che se continuerò a scrivere verrà un poema non indifferente. Ma non mi importa, chi vuole leggere legga altrimenti, come sempre scrivo per me, per il puro gusto o per il solo bisogno di farlo.
Inizio con il saltare la parte dell’esame di questa mattina e asma annessa. Ma non salto la giornata di ieri e di oggi.
Dopo tantissimo tempo ho passato del tempo con Ale come i vecchi tempi. E ieri nell’arco di quaranta minuti abbiamo messo in chiaro che Ale la sòla, Jolly Ariela e la sottoscritta non fanno nemmeno un mezzo cervello, tanto che nemmeno come scimmie ci manderebbero nello spazio.
Si inizia con le prugne mature e mollicce, che invece di essere state messe in una busta erano in un vassoio da pasticceria, scomodissimo da portare naturalmente, ma si segue con Alexia che mi apre lo sportello davanti della macchina, io che intelligentemente apro quello dietro con la pretesa di mettere il vassoio con le prugne vaganti sul sedile posteriore, l’esito è scontato, mi sono pentita subito. Il sedile, leggermente in discesa, come tutti i sedili, ha fatto cadere delle prugne. Riprendo il vassoio, salgo prima curva Ale si vede arrivare 12 prugne mature sul cambio, tanto che l’istinto la porta ad allungare la mano sul vassoio… e io? Io controllavo che le chiavi fossero nella busta. Seconda curva. Terza. Arrivano a casa sane e salve! Ma noi, e i nostri micidiali cervelli, vanno dal signore a cui accudisco i gatti… c’è vento forte, non mi fido a lasciarli sul balcone con quelle protezioni per impedire che fuggano molto fragili. Ok, si chiudono in casa. Come blocchiamo la porticina sul vetro della finestra?? Ci ingegniamo. Troviamo la situazione. Poco prima di uscire che faccio? “c’è puzza con le lettiere in casa, faccio che chiudere la serranda e lasciare la finestra a vetri aperti, cosi c’è un po’ di corrente”, Alexia: “E perché non ci abbiamo pensato prima invece di ingegnarci ad attappare la porticina della porta a vetri?”. Due deficenti. Usciamo, arriviamo alla macchina, Alexia: Ah bella! Avevo lasciato pure la macchina aperta!.
Cazzate, ma che lì per lì hanno creato goffaggine e di conseguenza risate.
Quella disgraziata invece questa sera mi ha fatto vedere Twilight, naturalmente ero scettica, pensavo fosse il classico film adolescenziale, ma di quelle pietosi tipo due metri sopra il cielo – che però ho letto e visto il film, ricordo che mi era piaciuto ma dopo un mese è morto dalla mia memoria-, voglio te o come cacchio si chiamava e simili via dicendo, ma dovevo arrivarci da sola che era americano e non italiano XD
Ad ogni modo, credevo fosse un caso editoriale, pubblicitario… invece vedere il film mi ha fatto voglia di leggere il libro, perché il film ha meritato la fama ottenuta. Non era cosi pessimo come immaginavo, non era smielato ma anzi il loro rapporto è molto bello, trasmette dolcezza e autoironia, le caratterizzazioni dei personaggi scadono raramente nella banalità e se e quando ci cadono è perché è un tema trattato e ritrattato, è impossibile non cadere nel “banale”, ma la storia nella sua semplicità se non può essere un capolavoro, è sicuramente bello, soddisfacente e soprattutto esaudisce appieno il suo scopo: quello di sognare.
E non ci trovo nulla di male. Chi non si emoziona davanti a quel film ha la sensibilità di un topo morto, perché tocca le corde giuste (ciò che giustifica il suo gran successo), perché se si è un minimo sensibili, emotive ma più precisamente romantiche e sognatrici è fatta. Ripeto però, non scade nello smielato, è …equilibrato. In tutto. Valido. Certamente però nel film, l’inizio si vede che è rapido, e quell’effetto tutto e subito un po’ disorienta, si intuisce che dietro c’è più complessità. Quanto meno questa è stata la mia sensazione, motivo per cui domani prenderò il libro in biblioteca e vediamo se mi piacere realmente o meno.
Non mi vergogno nel dire che ho avuto il magone in una scena, il battito in un altro perché sì, io sono una ingualiabile romantica che non lo lascia trasparire, ma lo sono, tantissimo. Non posso sapere se sono smielata, non riuscirei mai ad ammetterlo, ma sicuramente sono romantica.
Mi ha sorpreso, e mi spiace averlo sottovalutata tratta in inganno dall’idea “troppa pubblicità, sarà una cagata”. In sé il film merita, è il caso che si è creato intorno che mi ha spaventata e allontanata, ma è comprensibile…. Alla fine, se una quindicenne mi sogna su queste cose non ci trovo nulla di male, non potrei, io sono stata la prima.
Io ho passato un lungo periodo con la mia fantasia, e non sublimando attori, non intendo quello, ma proprio vivere con la fantasia situazioni immaginarie a volte scrivendolo altre letteralmente ad occhi aperti. Ma non me ne pento. Forse è criticabile questo mio comportamento, ma tutto sommato stare nel mio osservatore, vivere nelle vite degli altri, osservare, conoscere, capire, comprendere, non comprendere ciò che accadeva nelle vite degli altri, pensieri e conseguenti atteggiamenti e risultati, mi ha fatto crescere tanto, capire, farmi un’idea. Sono un osservatrice, un’analitica, non potevo fare altrimenti, in attesa di vivere il mio momento che bramavo ma che ho saputo attendere pazientemente e tal volta creare. Questo non vuol dire che ero un asociale, tutto il contrario, avevo più vita sociale allora che adesso, per dire. Quindi non si trattava di stare chiusi in casa, non sono mai stata schiva o asociale, semplicemente non vivevo le cose in prima persona. Ma sto perdendo la strada maestra, il punto è che a quindici anni si deve sognare. Io lo faccio tutt’ora, anche se sono felice anche se sono soddisfatta di quello che ho, mi piace immedesimarmi in situazioni altri rispetto a quelle che vivo. Sognatrice, patetica forse, ma non mi cambierei per nulla al mondo. A quindicianni, sotto l’effetto di Anna Rice, scrissi qualcosa di simile a Twilight. E mi ha fatto strano questa cosa. Certo non ci sono paragoni, ma quello che mi sconvolge è che… un idea, mia, è nata prima di questi libri. Credo di averli persi quei file, salvo che non li abbia ancora Andrea da qualche parte nel suo pc. Ma questa consapevolezza, mi ha reso un po’ malinconica di quello che ero, di quando sognavo ad occhi aperti e passavo pomeriggi interi a scrivere a VIVERE quelle storie, e dispiacere nel sapere che avevo qualcosa che ora… non ritrovo più. Non voglio essere fraintesa, non oso dire che avrei fatto successo se l’avessi pubblicato …mi avrebbe sputato direttamente quello dell’ufficio postale, no, ma la consapevolezza che un’idea analoga mi è nata, l’ho scritta ideata, e rivederla… è stato strano. Malinconia e dispiacere.
Forse dovrei imparare a credere più in me stessa.
Ma io non so scrivere. Ho sempre avuto l’immaginazione ma non la tecnica, non la capacità di scrivere. Sono la mente senza la mano.
Ma basta, quel che è stato è stato.
E questo film mi ha sorpreso, lo vedrei ancora. È veramente una bellissima storia. Ora attendiamo di giudicare il libro, sperando domani di trovarlo.
(ho curiosato sul web O_O è una malattia. >.> la fissazione è terribile su tutte le cose, ma chiamiamola passione o poi mi si da della stronza che ama solo giudicare)