Erin Mccarley - Pony Lyrics


"L’uomo non vive di solo pane e io non vivo di scuse"

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"Ay payita mía
Guárdate la poesía
Guárdate la alegría pa'ti"


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giovedì, 30 ottobre 2008

“Non posso stare in casa a pensare
fuori è tornata la gioia di urlare,
mi troverai a girare le piazze e gridare”





 

Una giornata bellissima. Iniziata con una gaffe in treno dove la mia voce senza rendermene conto era arrivata alle orecchie di tutti, le mie parole dure e polemiche contro gli italiani e la loro mentalità venivano ascoltate senza che me ne rendessi conto da quelle persone, a questo a seguito un silenzio imbarazzante e un po’ di timore quando mi sono resa conto che alla mia ultima parola era rimasto solo il silenzio. Un tattica di drammatizzazione per celare la vergogna e il timore, del rossore ma poi, sorpresa, la gente ha rotto il silenzio ha sorriso al mio sdrammatizzare e una voce ha detto “ma no parla pure, stai dicendo cose giuste!”. Sarei voluta morire, tre anni di teatro buttati nel cesso… sono ancora insicura. Eppure, passata la vergogna è sopraggiunta una piacevole sensazione. E si prosegue in metro, l’aspettare il terzo treno, arrivare in piazza della Repubblica. Prendere Luca sottobraccio per non essere risucchiata dalla folla. Restare due ore nello stesso punto, impossibilitati a muoversi per la troppa gente. Il camioncino dell’unione degli studenti, il loro striscione, il cantare insieme alzare lo sguardo e intonare lo stesso pezzo di canzone con un ragazzo mai visto, guardarsi sorridersi, e poi via!dietro allo striscione, inizia il corteo!! Reggere uno striscione non mio, ma che in un certo senso lo era. Ballare, cantare e urlare. Incrociare sguardi con persone mai viste e capirsi, sentire nelle vene la vera sensazione di unità. Passare sotto gli uffici ricchi di una via ricca del centro e vedere dalle finestre lavoratori che dalle finestre avevano posto dei striscioni “lavoratori precari”, “siamo con voi!” e fogli singoli incollati tra loro per unire la parola “bravissimi”; sentire una sensazione provenire da dentro, vedere che infondo in un’Italia di merda, di pecore di “cambia bandiera per convenienza del momento” qualcuno si salva. MCR, Caparezza, SKA-P, Linea 77 e altri ancora, e nuovamente è la musica ad unire, ad unire le persone in un coro solo. Musica di partito? Forse, ma lì era musica che univa, musica che parlava, ricordava e faceva da coro ai nostri pensieri. Tutti lì dentro sapevano che non sarebbe cambiato nulla, ma c’erano. Tutti sapevano che non si risolverà nulla, eppure, in quell’energia/credo che diventava una/uno, un po’ si riusciva a credere al contrario. Molti erano per “moda” altri per “credo” altri per il senso di “giusto”, ma tutti eravamo diventati UNA massa. A metà corteo la gente si allontana, i treni o gli autobus per le altre regioni – di un’ITALIA UNITA- li attendevano. Arrivati a Piazza del Popolo la calma generale…. Un onda anomala…..

E l’altra onda al Ministero.

 

 

“cavallo di quest’onda,
Sballottato da sponda a sponda,
Inseguendo un’altra volta
La grande onda che ritorna.
Luce rossa squalo in vista, nella mischia sono surfista.pista!!! fuori dai coglioni,
Sulla tavola da leoni.
Tra campioni e campionatori buonanotte ai suonatori,iri-iri-ari–oh, dentro l’acqua seguo il flow.

Mai quest’onda mai mi affonderà,gli squali non mi avranno mai.mai quest’onda mai mi affonderà …sha la la la la sha la la la la la,un’altra volta un’altra onda.sha la la la la sha la la la la la, quanto resisterai?”

 

 

E’ vero domani torno all’università, e forse sbaglio. Ma forse il 14 tornerò in piazza. Sono da criticare, me ne rendo conto. Un po’ ammetto mi sento di tradire quegli occhi, quei visi…. Ma devo restare attaccata anche alla realtà e alla mia situazione. Però oggi c’ero e senza rendermene conto ci credevo più di quello che pensavo.




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mercoledì, 29 ottobre 2008
ci sono persone che sembrano facciano di tutto per dar fastidio, nelle quali egocentrismo è il veleno peggiore ma anche loro punto di forza. Non riesco a vedere innocenza dietro ai gesti di queste persone, che vestono mille maschere, un sorriso da scena, ma il punto e la cosa più tragica è che ci riescono a darmi fastidio, a irritarmi. Ma è un'irritazione strana... è un misto tra rabbia per questo comportamento di cui non me ne capacito e reputo cosi patetico e il deprimermi... perché alla fine l'irritazione me la causano.
Quindi il loro scopo è compiuto.
La mia consolazione?
Di poter essere come loro, ma di scegliere di non esserlo.
Me la prenderò nel c****o? Può essere. Ma avrò sicuramente un vantaggio in più:  il rispetto e non l'egoismo accecato dall'egocentrismo.
Confido nella vista degli altri. Chissà. Speriamo nel non bisogno di un oculista.


Luponemo - 00:19 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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mercoledì, 22 ottobre 2008
.... non ho parole, scusami =)
Ma ce ne è bisogno?
Un sogno.
Grazie.....









(era troppo importante per non annotarlo subito, è una data da ricordare a lungo)

Luponemo - 00:15 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: ricordi, attimi

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martedì, 21 ottobre 2008
     22     



Un sincero GRAZIE -a chi lo merita- per quegli auguri tra cui quelli inaspettati.


Un grazie particolare a tutti quelli che sanno farmi stare bene e sentire speciale nonostante la mia stranezza e il mio carattere; per delle lacrime spontanee d'affetto per via di un bigliettino nero su bianco, alla semplicità dei gesti di chi mi dimostra ogni volta quanto sia bello, nonostante le nuvole grigie, le paure, le delusioni, le incomprensioni e le ingiustizie, le difficoltà in noi stessi e quelle che il mondo gentilmente alimenta, avere il chiarore di quella Luna per permettere al sole di non smettere mai di splendere.
Perché se il sole può splendere da solo, desidera farlo ancora con la luna - la sua controparte -, e quelle stelle intorno non sono un semplice contorno, ma persone preziose che arricchiscono, cosi come i pianeti, quel cielo che altrimenti non sarebbe lo stesso, cosi strano, incostante e avvolte deludente ma pur sempre prezioso che sa prenderti e affascinarti quando meno te lo aspetti.


Il "Mondo" n* 21


21.10.2008


..............e ora... doccia, stasera si festeggia!





ps. ho tanti "compiti da svolgere" per quest'anno appena apertosi e uno di questi sarà dare la giusta importanza alle cose e alle persone... forse il compito più arduo. Ma tenterò...
 







 

Luponemo - 19:18 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

Categoria: ricordi, attimi, sussurri al vento

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venerdì, 17 ottobre 2008
Ad Argenta  (L) *_* ..................... e  mi misuro la febbre... >.>

*_* però a breve lettoneee...

 >.> sperando che  sia solo una lineetta di febbre passeggera ... >.>


>.> 4 giorni a martedì ... >.>

<.< festeggiare nel letto no.. u.ù mi rifiuto *_*

oook... lettone XD

Luponemo - 22:56 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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giovedì, 09 ottobre 2008
ps. (L) GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE *______* anacleto XD

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Categoria: ricordi, canzoni, attimi, sussurri al vento

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martedì, 07 ottobre 2008

Che senso ha?

 

Ho finito la serata con questa parola. Che senso ha quello che penso? Quello che faccio? Si, venite a dirmi che penso troppo, ma che ci posso fare se non lo faccio sento che mi manca qualcosa. Ci sono diverse tipologie di persone e io sono riflessiva, ne penso mille e una ne faccio, verissimo. Ma le penso tutte, eh! Ma proprio tutte! Talvolta mi capita anche di immedesimarmi, ma è difficile, perché non sempre è facile uscire dalla mia ottica delle cose, ed è questo il mio problema più grande; non credo di non avere elasticità mentale, anzi pure troppa! Sono tipo una vigorson mi mastico e inizio a giocare con il dito, faccio un filamento lunghissimo poi si divide in due…. E resto indecisa. Sono tutte e due pezzi di gomma, della stessa sostanza, ma quale è più giusta dell’altra? qual è vera e qual è falsa? Tutte due vere? Si… ma una sarà quella che per prima ho infilato dalla bocca e ho ciancicato, poi nel ciancicare si è immischiato e la prima parte messa nella bocca è diventata come l’ultima e viceversa, ma qual’era la prima? La vera?

Dipende tutto dal punto di vista.

Non è tanto cosa si fa ma come si fa.

Chi la fa l’aspetti.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Porgi l’altra guancia.

Qui gatta ci cova.

Quando il gatto non c’è i topi ballano.

Se sono rose fioriranno se sono spine feriranno.

…… tutto è vero e tutto è falso.

Ciò che è vero è la mia intransigenza, io finirò sola. Forse non sono fatta per avere rapporti umani.


RIMARRO' DA SOLA, GIA' LO SO.

a me stessa:

Travolti da una notte che non vuole finire.
(...)
L’intransigenza, l’intolleranza,
Servite a tavola son pugni sul cuore
Di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio
Vite represse incorniciate d’onore.
(...)
o sono il vostro alibi la belva silenziosa il tuo capro espiatorio l’uomo nero l’incubo la paura che ti porti dentro la notte che non passa mai


gente tranquilla- subsonica


 

è cosi difficile, è cosi difficile mandare giù cose. Non sono un angelo, non sono perfetta, sono intrasigente, sno una rompicoglioni, ho i miei principi, una mia morale, una mia etica, un mio modo di ragionare, son diversa da molti e questo l'ho sempre pagato, ma che faccio? posso miglioare, posso..... ma a volte vorrei solo che qualcuno asciughi le mie lacrime, che mi dia uno schiaffo, che mi faccia forza, una spalla, qualcuno con cui parlare per capire, a farlo da sola dopo un pò mi stufo, ma forse sono talmente abitata a farlo da sola che non lo permetto nemmeno.

che bella botta di vittimismo.

bene samantha, che altro vuoi fare? anche la parte della sammaritana?

vaffanculo vaffanculo vaffanculo

è difficile accettarmi, è difficile accettarmi da sola, lo so!

avere un cervello costa.

costa fare pensieri stupidi.

 


ha senso tutto questo?


poco.

u_u ma uno deve sfogare anche le cazzate, meglio metterle su carta per quanto dettate solo dal momento, che trattenerle che poi prendono davvero forma.. e lì ci sta davvero un bel vaffanculo samantha XD



- vorrei solo stare al posto del gatto del mio template-


Luponemo - 00:32 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: attimi, sussurri al vento

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mercoledì, 01 ottobre 2008

KAFKA SULLA SPIAGGIA - Murakami

 

 

“Qualche volta il destino assomiglia ad una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito dopo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E’ qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversalo, un passo dopo l’altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fosse fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia (…) e naturalmente devi attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E’ una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E’ il tuo sangue, e anche il sangue degli altri. Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscire vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Si, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.”

 

Pag 5 e 6

 

(…)

-         Si, c’è una lunga storia. Ma siccome è troppo lunga, Nakata non la conosce bene. Però pensa che se andrà lì, forse capirà.

-         Come al solito, per saperlo bisogna prima andarci.

-         Sissignore.

-         Prima di andarci non sa niente, giusto?

-         Si, prima di andarci Nakata non sa proprio niente.

-         Va bene, mi arrendo. Tanto con le storie lunghe non mi raccapezzo neanch’io. Il punto comunque è che dobbiamo trovare questa <<pietra dell’entrata>>.

-         Si, proprio cosi.

-         Ma sa almeno  in che zona si trova?

-         No, Nakata non ne ha nessuna idea.

-         Chissà perché gliel’ho chiesto, - disse Hoshino, scuotendo la testa.

 

Pag. 260

 

 

-         ma io non vorrei causarle problemi

Oshima sorride, socchiudendo gli occhi.

-         evidentemente non lo capisci, ma mi hai già causato problemi.

-         Lo so, ma…

-         Allora lasciamo perdere questo discorso. Ormai è fatta. Stare a discutere su questo non ci porterà a niente.

 

Pag.287

 

-         una persona vuota è come una casa deserta. Come una casa deserta con la porta aperta. Qualsiasi cosa, chiunque, volendo, può entrare liberamente. A Nakata questo fa molta paura. Ad esempio, Nakata può far cadere le cose dal cielo. Però nella maggior parte dei casi non ha nessuna idea di cosa farà cadere la prossima volta. E se la prossima volta dal cielo dovesse cadere diecimila coltelli, o una grande bomba, oppure del gas velenoso, cosa potrà fare Nakata? Non se la potrà certo cavare con delle scuse.

 

Pag. 335

 

-         la forza che cerco non ha a che vedere con il vincere o il perdere. Non voglio un muro per respingere la forza che viene dall’esterno. Quello che voglio è la forza per ricevere gli assalti che arrivano, e sopportarli. L’ingiustizia, la sfortuna, la tristezza, i malintesi, le incomprensioni… voglio la forza per sopportare tranquillamente tutte queste cose.

-         Credo però che questa sia la forza più difficile da conquistare.

-         Lo so.

 

Pag. 345

 

 

-         Capisco bene la sensazione, - dice- ma ciononostante, sei tu che devi riflettere, tu che devi giudicare. Nessuno può farlo al tuo posto. Amare è cosi, caro Tamura Kafka. Sei solo tu a provare quelle sensazioni cosi belle da togliere il fiato, e solo tu a vagare nelle tenebre più fitte. Tocca  a te sostenere questo peso col tuo corpo e la tua anima.

 

Pag. 384

 

-         (…) può accadere. Si sperimenta qualcosa, e questo a sua volta produce dentro di noi qualcosa. E’ una specie di reazione chimica. Poi, in seguito, esaminando noi stessi, ci accorgiamo che tutto il nostro mondo ha acquistato grandezza e profondità. A me è capitato. E’ raro, ma succede. Come innamorarsi.

 

Pag. 415

 

-         diventare completamente parte di te mentre sono me stessa, è la cosa più naturale che esista, e una volta che ci fai l’abitudine avviene spontaneamente. E’ come volare in cielo.

 

Pag. 481

 

 

-         Tutti perdiamo continuamente cose importanti, - dice quando la suoneria del cellulare si è placata- Occasioni preziosi, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa – si, io immagino che sia nella testa- ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. Un po’ come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l’archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l’aria, cambiare l’acqua ai fiori. In altre parole, tu vivrai per sempre nella tua biblioteca personale.

 

Pag. 510


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Categoria: attimi, pillole di libri

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mercoledì, 01 ottobre 2008
[musica di violini di sottofondo, tono della narrazione profondo, profilo in penombra]

"la prima volta  che lo vidi ero alla lezione di FRASCA  all'Università di Torino, al mio fianco sedeva il mio uomo, ma i miei occhi rimaserò rapiti dall'immagini che mi scorrevano davanti, un solo attimo che però fu in grado di lasciarmi il segno. Passarono ore, giorni, mesi, anni, stagioni su stagioni continuavano il loro costante corso ed io non smettevo mai di ricordare, di chiedermi se un giorno l'avrei rivisto. Ma un giorno qualcosa avvenne. In una mattina di freddo autunno, qualcuno suonò al campanello, andai ad aprire e vidi un link assieme un bigliettino cons scritto: sòla. Iniziai a piangere"


TATATATTATADDA!!!!!!!!!


Luponemo - 19:35 - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)

Categoria: ricordi, attimi, sussurri al vento, pezzi di cervello malato

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