Erin Mccarley - Pony Lyrics


"L’uomo non vive di solo pane e io non vivo di scuse"

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"Ay payita mía
Guárdate la poesía
Guárdate la alegría pa'ti"


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venerdì, 26 settembre 2008
no prego parliamone... quanto sono belle le pubblicità della levis? sono belissime. Ok, ok mi sento idiota e si "la mia immaginazione è soggetta alla massificazione del capitalsmo" ... ma le pubblicità della levis mi fanno sognare.. va bene l'ho amesso! ...sono troppo troppo belle.... esempio queste due.. e poi perchè non ne trovo una... ma direi che queste due già parlano.




....e poi ricordano quanto avvolte è bello amarsi.

poi voglio anche dire:

Luponemo - 22:05 - Permalink - commenti - commenti (popup)

Categoria: pezzi di cervello malato

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giovedì, 25 settembre 2008

Avvolte il futuro mi sembra troppo instabile e complesso, soprattutto quando solo il presente lo appare. Ed è in quei momenti che ho paura e mi dico che non durerà quello che ho, che tutto muterà perché sarò io stessa a farlo mutare. Il presente determina il futuro.. ma a volte  è cosi difficile capire se le scelte presenti sono quelle giuste, se ogni azione è quella giusta… se il portare avanti le cose ha senso, il non farle uguale e cosi via all’infinito. Allora non pensi, e aspetti il domani quando il sole torna alto. Ma quanto è giusto?. Forse sì, si deve solo aspettare la goccia che farà traboccare il vaso.. e allora rendersi conto e reagire.
Belle parole, ma rimane una costante… o si vive o si pensa, se si pensa non si ha tempo di vivere se vive non si ha tempo di pensare…..e quando coincidono le due, allora è il momento della svolta, o di un cambiamento, o di una comprensione… o di una riflessione. Un po’ come questa. Ma in questo caso mi chiedo anche solo perché è nata.

 

 

 

"It's not indefinite, it's got a lifespan
you try to nurture it, hope for extension, as far as right and wrong,
i know the difference but right is oh so dull, and no one's interested."

F.A.T.A

 

"L'io, oltre a essere il contenuto di una relazione, è anche l'atto di relazionarsi in sé"

Hegel

 



Luponemo - 22:31 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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giovedì, 25 settembre 2008


ahahhahahahaahhahahahahhahah u,u ok farà ridere solo a me la musichina... XD ma... ahahahahahahahahahahahah

Luponemo - 17:08 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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martedì, 23 settembre 2008

Dove ho sbagliato? Quale passo male a terra ho posato? È tutta colpa mia, e della mia fantasia? Insicurezza che diviene freddezza, cuore di ghiaccio che attende il suo viaggio, occhi cupi, sorriso sulle labbra. Una guerra e una battaglia, contro quale cecità? La mia o la loro? Dove sono le corone d’alloro?
Ho il fuoco davanti a me, è cosi bello, tutti lo toccano, tutti ci riescono.
Per loro è facile. Per loro va tutto bene. Io ho paura, resto a disparte, non lo guardo, privo di valore appare il mio sguardo, ben altro è il mio traguardo.
Ma le paure vanno vinte, allungo la mano, mi fido di quel cuore, mi avvicino a lui, ma ecco che la fiamma aumenta e la mia mano violenta. Fiducia tradita, emozione priva di vita.

 Rimettendo a posto la stanza ho trovato questa cosa scritta su un pezzaccio di carta, l’avrò scritta sicuramente prima di partire a Torino, quindi deduco  nel 2005. Mi chiedo se quel lui avesse un viso o era solo pura invenzione, francamente non lo ricordo e non vorrei nemmeno ricordarlo; Le emozioni del mio passato mi sembrano tutte un artificio ricercato,  proprio per via della mancanza di alcuni tipi di emozioni autentiche che, desiderandole, le creavo inconsciamente, fino ad arrivare a credere che fossero vere. Ma era solo pura idealizzazione della realtà che mi si presentava, e cosi i più dei visi sono spariti dalla mia memoria, cancellati, creature ora prive di valore per quella stessa immaginazione che li aveva incorniciato in cornici d’oro.
L’irrazionalità e la sfera onirica ci rapiscono e in loro cerchiamo ciò che ancora non abbiamo, ma è finzione e come tale è una bolla di sapone, è bella, ci affascina ma dura poco e quando esplode… rimarrà una bolla come tante.

A tale proposito non ho avuto la forza di attendere ancora un poco, peccando per di più di orgoglio... e giocato una partita barando, ma non mi è piaciuto farlo, quindi, basta prove, basta finzione, una partita me la gioco fino in fondo..... limitandomi a sperare che le carte siano buono e a giocarmi nel migliore dei modi quelle che ho.

Più si cerca una cosa e più non la si ottiene, parafrasando un detto francese.

 

L'ho letta, mi è piaciuta  e quindi voglio avere modo di ricordarla.


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Categoria: sussurri al vento, pezzi di cervello malato

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martedì, 23 settembre 2008

Lacrime di cristallo
Cuore di magma
Tic tac tic tac






......ma quanta pazienza ci vuole con me stessa?

Luponemo - 01:14 - Permalink - commenti - commenti (popup)

Categoria: pezzi di cervello malato

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lunedì, 22 settembre 2008
Diverso



Ho ancora il sapore della millefoglie. Questa sera c’era anche il compleanno di un’amica di M.. Questa sera c’era G. e suo ragazzo. Questa sera c’ero Io. Questa sera ha smosso pensieri irrequieti e il fatto che ne stia scrivendo ne è il segno lampante.

E’ stata una serata in cui, inconsciamente, ho riflettuto su diverse cose.

Ho provato diverse emozioni e una in particolare, ovvero quella di un tuffo nel passato non troppo lontano, di una sensazione di diversità, un richiamo a ciò che ero e sono, al presente che poteva variare in baese al passato, di due vite amate ma solo una ottenuta, di conferme e incertezze, di se e di ma.
Mentre A. suonava, mentre ero attenta e critica a quel sound che mi arrivava, per un attimo mi sono fermata ad osservare tutti i movimenti che avevo intorno, e facendolo ho notato visi del passato ancora presenti nel mio presente, chi in maniera uguale e chi diversa.
Per prima cosa ho guardato il tavolo dove sedeva M, verso la quale avrei voluto dire tante cose ma le parole non nascono, ed era il suo sguardo attento che sentivo su di me, come se mi stesse osservando. Alla sua destra aveva G e il suo ragazzo. Guardandola è chiaro che sia felice e che ha un rapporto che la soddisfa, ma questa sera ho notato la differenza tra me e lei e di come impostiamo i nostri rapporti con i corrispettivi ragazzi. Non sono una bilancia e non c’è un meglio e un peggio, ma solo un diverso modo di vivere una relazione, e il suo modo non mi appartiene del tutto.
A. fisicamente cambiato, ciò che non è diverso è il suo sguardo e il suo sorriso, perché sono rimasti uguali da quando lo conosco, stessa luce e stessa espressione; eppure è cresciuto, non è solo l’idea è qualcosa nei suoi modi e nelle sue parole che mi hanno dato questa impressione.
Io. Io sono davvero cambiata come credo di essere? Credo di no, o questo stato di inquietudine che provo non dovrebbe esistere.
Non è stata però causata da A., ma credo per l’atmosfera che si rispirava, quei visi, quei ruoli….. l’inquietudine è nata dal vedere una realtà diversa dalla mia, una realtà che ho sempre sognato di vivere ma non ho mai avuto modo di vivere. Quale realtà? Quella che gira intorno ai gruppi che hanno il denominatore comune della musica, e non è importante la veste che avrei avuto in quell’ambiente, ma l’esserci. Eppure no, quella realtà non mi appartiene o io non appartengo a lei.
Ma non so per quale motivo succeda questo, non lo so proprio.
E’ stata una serata strana, ho vissuto me stessa e la mia realtà in confronto a quella che, alla vista superficiale, ho sempre desiderato e sia chiaro non parlo di persone nella fattispecie, ma dei ruoli, di quella realtà vissuta. Non so se sono riuscita a spiegarmi.
Dentro di me, come ogni volta che vedo A. c’è la Samantha di un tempo che si aggiunge alla Samantha di adesso, influendo nel mio odierno Io con l’incertezza, con emozioni e sentimenti legati ad un passato, e questo perché lui ha un forte ascendente su di me, ce l’ha sempre avuto, dal primo giorno che ci siamo conosciuti, quella capacità di farmi sentire in un modo, quel guardarsi e avere entrambi il sorriso sulle labbra, come stasera. Sembrava che ci fossimo visti ieri e non un anno fa e questo da sempre. Sarebbe facile dire sono innamorata di lui, ma non è vero. Lo sono stata e lo sarò, idealmente parlando, sempre; ma quest’anno passato ho imparato davvero cosa significa esserlo, almeno ad un gradino più elevato, e no, non sono più innamorata di A. Lui è lui, non so spiegarlo. Ma non è niente di minaccioso, questo è sicuro, ma solo perché non sono un carattere irrazionale.
E’ innegabile pensare che se fossi stata la Samantha di adesso anni fa le cose sarebbero cambiate, la mia vita di adesso sarebbe diversa.
Eppure una cosa è certa, le circostanze non sono mai state favorevoli e, a questo punto, immagino non lo saranno mai e dunque il rapporto se evolverà sarà solo nella strada dell’amicizia, infondo è da sempre quella la sua natura, oppure, come sono più convinta, resterà cosi, infondo, non da problemi a nessuno questa situazione.
In un certo senso potrei continuare all’infinito andando avanti con i se e con i ma, ma il punto è che vivo una realtà diversa ma non per questo meno bella. Potrei racchiudere tutto in delle immagini. Queste parole possono tradursi in questo esempio:
E’ come passare davanti alla vetrina della birreria e sentirsi bene e soddisfatto quando ci si guarda nel riflesso, per poi notare oltre il vetro a diversità, l’altro tipo di vita, desiderata ma mai avuta. Ma poi sorridere, continuare a camminare, svoltare a destra per entrare nel portone, salire allegra le scale, infilare le chiavi nella porta e richiuderla alle spalle, per poi guardare i suoi occhi, avvicinarsi a lui e azzittire le sue parole con un bacio, donandogli quelle emozioni che a parole non sai esprimere, vedere la sua faccia confusa e invitarlo verso la poltrona…..
Da sotto si sentono provenire le voci, aspetteranno e se sarà destino condividerò una birra con loro, in amicizia o anche solo conoscenza, se le circostanze saranno favorevoli, non ci vorrà tanto scendere le scale e bere con loro; infondo, non sono due realtà che collimano, solo non si incontrano per via delle circostanze.

Qualora fosse giusta o meno la mia diversità c’è, esiste, è reale  e la vivo… e non mi dispiace. Non sarà quella di amici, concerti e musica, forse sarà più convenzionale ma è lei, e va vissuta perché è il presente, e in questo presente c’è Lui, che non è meno a nessuno, anzi.

 

Questa sera ho avuto un attimo di incertezza perché ho visto una vita che poteva essere mia non lo è, ma alla fine di questo post posso dire sorridendo che la mia realtà seppur diversa è valida e pronta, se le circostanze lo vorranno, a farla incontrare con l’altra. Vedremo.
    Ci sarebbero tante cose da dire, ma basta cosi. L’importante è questo, ma sicuramente c’è un cambiamento. E’ da un po’ che stimolata dalla voce del cantante degli atreyu e dalcuni sogni volevo scrivere qualcosa in cui centrasse quella realtà. E scriverla e viverla attraverso la scrittura è pur sempre viverla, ma c’è qualcosa in più, la scrittura non è pericolosa e posso dire e fare quello che voglio, e se lo scriverò la protagonista non sarò io, ma un burattino a cui farò vivere una realtà diversa da quella che vivo io, perché infondo, anche se ho paura di contraddirmi o di autoconvincermi e basta, se questa realtà veramente non facesse per me non la vivrei con tanta soddisfazione come spesso mi succede di fare.



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domenica, 21 settembre 2008

Pensieri sparsi...


{L’autunno e il tempo.}

 E’ autunno.
“dalla sua tazza si solleva vapore bianco. Il cielo è ancora grigio di nuvole, ma per il momento ha smesso di piovere.” (Haruki- kafka sulla spiaggia)
Ed con quella stessa immagine che venerdì pensavo iniziasse l’autunno, che fosse con la pioggia e il cielo grigio che l’estate lasciasse il passo alla sorella.
    Con fatica mi sto trattenendo dal fare l’annuale resoconto, che faccio ormai da anni. Avevo iniziato inconsciamente, ma poi è entrato a far parte delle mie abitudini, ma in ogni hanno ho sempre rispettato, come una tradizione la data del mio compleanno, il 21 ottobre o giù di lì, perché la ritengo essere la data della fine e dell’inizio di una annualità, in cui quella vecchia lascia il passo all’altra, come in una  staffetta, passandosi il testimone (me e ciò che rimane dell’anno precedente e che continua nel successivo), tutte annualità nello stesso gruppo con il solo desiderio di continuare la corsa nel suo divenire, verso un obiettivo che tal volta c’è dal principio oppure si forma lungo la tratta destinata.
    Inizialmente, vivendo nel mio piccolo e umile guscio, nella mia realtà che credevo immensa quando in realtà era solo una piccola parte del tutto, ritenevo che fossero delle rarità le persone che determinavano la fine e l’inizio di un anno in una data diversa da quella ufficiale del 31 dicembre. Mi sbagliavo. Conoscendo abitudini di persone diverse che ho avuto modo di conoscere, o anche solo nei blog che mi capita di leggere seppur distrattamente, mi sono resa conto che non era soltanto una mia abitudini ma anzi un gesto ricorrente in diverse persone (ho avuto un dejavu); come non è raro che sia l’anno accademico a segnare questo passaggio, a tale proposito essendo nata ad ottobre ho sempre unito le due cose dove il nuovo anno si apriva ufficialmente il giorno del mio compleanno con anteprima che durata un mese, ovvero dall’inizio dell’autunno, in un mese dove tutto poteva ancora succedere prima dell’ufficiale messa nelle sale del mio resoconto.  Quindi proprio perché in un mese qualcosa può anche mutare radicalmente sto tenendo buona la mia voglia di liberare i miei pensieri scrivendo la parola “to be continued” alla fine dell’immaginario capitolo intitolato “21 anni” e iniziare quello dei “22 anni”.
    Pensandoci non ho la minima idea né di cosa voglio dire né come finirà questo post, cosi come non so dove e in che modo festeggerò il mio compleanno e se lo festeggerò; però mi è già successo di festeggiare da sola il mio compleanno e non è una cosa che fa per me, ci tengo troppo, credo che sia l’unica delle poche feste convezionali che per me abbia un autentico valore. Due anni fa, se la mia labile memoria non mi gioca brutti scherzi, è stata la prima volta che qualcuno mi ha fatto commuovere per il mio compleanno [ditemi che non sto offendendo nessuno O_O]… i miei 20 anni, iniziati a milano in un ristorante egiziano e finito, sempre a Milano, in lacrime di rabbia – che se ci penso ora mi sputerei in un occhio -, di un lunedì a Torino e quella torta a sorpresa e quei sorrisi. Bellissimo.
    Già due anni, eppure la mia esperienza a Torino mi sembra ancora cosi viva. Ne parlavo giorni fa con Ale, ho dei ricordi che associo a tempi lontanissimi ma se faccio oggettivamente i conti, risultano avvenimenti di soli tre o quattro oppure massimo di cinque anni fa. Il tempo è come i sentitimenti e le sensazioni, tutto ciò che è irrazionale e legato alla nostra anima, mi spiego, è una sorta di arma a doppio taglio, un riflesso del nostro stato d’animo, in cui tempo e “realtà” che risulti malefica o benigna tutto dipende dal nostro sguardo al riguardo, dal nostro modi di guardare in una determinato modo piuttosto che in un altro, della nostra capacità di reagire in una maniera o nell’altra.  Infondo, è davvero vero, è sempre solo una questioni di punti di vista…
    Non so perché nel fare queste elementari congetture (tanto elementari che hanno sempre la capacità di affascianarmi nemmeno avessi scoperto il perché del mondo) mi è tornato in mente Sartre e il suo essenzialismo.

 

{Io e la scrittura…e Torino.}

Oggi ho letto  ho letto un post in un vecchio blog di mio fratello, parlava in modo positivo della mia scrittura e mi è preso il magone. E’ paradossale ma ho più la capacità (come si vede anche in questo scritto) più in ordine i miei pensieri, e senza ordine non c’è scrittura o non come la intendo io. Poi se volessi rifarmi a quei testi che seguono il flusso della coscienza starei a buon punto!
    Ho storie, frasi, input, fini ed inizi, personaggi ed idee “geniali”, solo quando ho gli auricolari all’orecchio e cammino per strada, ed è in quei momenti che in pieno paese, città o strada, la mia mente prende il volo nella mia immaginazione, e immagino i ipotetiche scene, mi personifico,  sogno – o vivo- ad occhi aperti. Ma nel riaprirli sedendomi davanti al pc o a un foglio con la consapevolezza di scrivere, mi blocco. Forse dovrei essere solo più determinata. E’  ironico, l’ho detto mille volte ma ancora ne resto incredula, ho smesso di scrivere quando sono andata a Torino quando, vivendo e scontrandomi con realtà diverse, ho preso consapevolezza di me… ho guadagnato tanto per me stessa e cosi anche delle persone, ma l’unica attitudine  che pensavo di avere, quell’arte che a mio modo mi ha permesso di fuggire finché ne avevo bisogno dalla mia vita, da me stessa, fuggendo e crescendo dentro i miei stessi scritti, nella mia trasposizioni in parole  di desideri, di sogni, di rabbia…di metabolizzazione del reale.
    E no, non so ancora spiegarmi perché tra le tante cose belle o brutte che ho perso nel mio crescere, ci sia anche lei. So bene che questa capacità è persa dentro di me, in un labirinto che muta ogni qual volta abbiamo modo di sfiorarci, perdendoci cosi sempre in continuamente, chiamandoci a vicenda ma senza riuscire ad afferrarci saldamente. Forse sono una di quelle persone che riesce a scrivere solo nel dolore.

 

{Viaggio…}

 Quante volte in questo post ho citato Torino? Troppe.  Ho paura di iniziare a mitizzare quell’esperienza e cosi allontanami dalla sua autenticità, dalla sua reale importanza nella mia crescita personale. Credo che sia anche per questo, che se da un lato non vedo l’ora di tornare in quella città dall’altro sento di nuovo l’incalzante bisogno di nuove esperienze simili, di una nuova città, di nuove realtà da cui nutrirmi, di vivere ancora una volta quella sensazione di dipendere solo da me stessa senza però sentirmi sola, e credo sia questo il giusto equilibrio sano tra solitudine e socievolezza… e forse, oltre al fatto l’ho trovata una questione del tutto lecita e naturale,  ho detto “si” senza troppo peso nel cuore e l’ho lasciato andare; questo è successo perché sono dell’idea che ciascuno deve avere un luogo che sia “un momento di stacco” o un viaggio, quando possibile, per incontrarsi solo con se stesso, decidere solo per se stesso nel rispetto di chi e di chiunque ci sia accanto dal momento che l’abbiamo voluto nella nostra vita, dipendere da se stesso per avere più grinta quando si ritorna nel mondo che viviamo… una sorta di fase rigeneratrice, una fase per osservare dal proprio mondo il e nel mondo; ed è stato bello poterlo comprenderlo in virtù di questi miei pensieri.  Forse è vero, sono contro i lunghi periodi per fare una cosa del genere quando si ha una persona accanto, questo si, ma solo perché ho paura che qualche cambiamento radicale possa mutare un stato di equilibrio, ma sono fin troppo consapevole che è una paura sciocca, perché non c’è bisogno di vivere un anno all’estero per far crollare equilibri e situazioni quando basta stancarsi anche quando si dorme nello stesso letto, tutti i giorni. Se succede, non è colpa del luogo o della vita. Ma delle decisioni che uno prende, su questo non ci piove, anche se, ammetto, l’esperienza può stimolare scelte giuste come sbagliate.
    Vorrei ripetere l’emozione sopra dette, e appunto, vivere nuove esperienze per arricchire la mia anima insaziabile, ma per ora non posso muovermi, per scelta e per dovere, non ne avrei davvero modo nemmeno a volerlo con tutte le mie forze, ma va bene cosi, quell’esperienza mi ha anche insegnato che c’è bisogno di adattarsi a ciò che ci viene dato e riuscire a crearci un luogo accogliente per noi stessi. Inoltre, ho capito da tempo che non sarò mai come chi ammiro e invidio allo stesso tempo e ne vivrò vite di altri, quindi è solo un adattarsi a ciò che uno ha e prenderne il meglio, e quello c’è ovunque tranne in quelle situazioni davvero drammatiche ( ma grazie al cielo sono rare), ed è a questo riguardo che mi seno fortunata.. perché ho qualcosa, una realtà in cui mi adatto, una realtà in cui riesco a muovermi e ho. Non è un vanto.  Anzi, proprio perché ho e sto bene da relativamente da poco (non che prima mi tagliassi le vene, eh!) ho davvero paura di perdere questo equilibrio, un equilibrio che si maniente vivo non nella staticità ma nel movimento del divenire, ma proprio perché tutto è un divenire ( si si lo so, hanno detto già tutti i greci ghghgh) e non sempre si diviene con i stessi tempi e perché, uno stato può lasciare il passo ad un altro, con tanto di relative perdite e guadagni. Temo.

 

E’ iniziato L’Autunno. Oggi vedrò dopo un anno Alessio al suo concerto, ammetto che mi fa piacere, è una di quelle persone con cui ho un rapporto strano, hanno fatto parte della mia vita, non ne fanno più parte ma sono pur sempre presenti ma privi di frequentazione, e ogni tanto, lo incontro. Un pò come Lory! Infondo, li ho vissuti negli stessi anni.

 

 

E’ iniziato l’Autunno e fra un mese inizierà il mio nuovo ciclo.



 


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sabato, 20 settembre 2008

TEST PER PASSARE IL TEMPO

* Prendete il libro più vicino a voi e aprite alla pagina 18. Cosa c'è scritto alla quarta riga?
”<<no davvero>> disse il topo alzandosi e andandosene<<mi insulti con tutte le tue sciocchezze!>>
* Qual'è l'ultima cosa che avete visto alla televisione?
Telegiornale
* Senza guardare indovinate che ore sono
saranno le 15:00
* Adesso verificate che ore sono veramente
14:18
* Oltre al rumore del vostro computer che altri rumori sentite?
la persiana che sbatte

* L'ultima volta che siete usciti che cosa avete fatto?
a farmi le analisi del sangue e il tampone faringeo, fototessere e in posta a pagare il primo bollettino per prendere la patente e naturalmente passeggiata obbligata al seguito :P ma camminare mi piace tanto..... se poi ho l'mp3 è la svolta!
* Prima di cominciare questo questionario che cosa stavate guardando?
sistemavo gli appunti dell’esame dato

* Che cosa indossate?
jeans scuri, scarpe adidas superstar con le strisce a fantasia floreale a sfondo arancione, maglietta a righe orizzontali bianca e nera a collo a barca, anello come ciondolo, orecchini a pendente.
* Avete sognato la notte scorsa?
non me lo ricordo

* Quando avete riso per l'ultima volta?
 di gusto, sicuramente da mercoledì e tutti i giorni indietro, poi ieri notte al telefono, ma più che altro un sorriso dolce,  e sorriso questa mattina da sola e pochi minuti fa al telefono ho riso
* Cosa c'è sulle pareti della stanza dove siete in questo momento?
di tutto! Foto miei, con lui, foto dei viaggi fatti, foto con i miei amici, foto con i miei animali, foto “artistiche”, poster musicali dei muse  e dei korn, poster degli anime: cavalieri dello zodiaco, saiyuki. I cieli di esclaflowne, ranma ½, inuyasha, puzzle incorinciaciati, il poster delle due torri del signore degli anelli e quello della maledizione della prima luna, due fogli presi da un depilane da viaggio che mostrano un paesaggio canadese, diversi poster con soggetto la tigre, fogli stampati raffiguranti i soggetti del fumetto “Mars” attaccati sul vetro… un poster del concerto degli ska-p, una pecorella fosforescente, pelusch appesi… ç___ç è tipo un negozio di cianfrusaglie… i più risalgono a quando ho 16 anni (ora ne ho 22), non ho più cambiato la stanza…. Aumento solo le cose… XD
* Cosa pensate di questo questionario?
mi fa passare il tempo *_*
* Qual'è l'ultimo film che avete visto?
le cronache di narnia (non me ne vanto!non me ne vanto! In teoria c’era un kung fu panda ad attendermi)
* Se diventassi multimiliardario stasera cosa faresti per prima cosa?
Urlerei  *__* poi mi prenoto un viaggio in qualche posto (canada)
* Racconta qualche cosa di te che non sappiamo ancora...
…ma suvvia ma chi interessa? Quindi sto zitta (A)
* Se potessi cambiare qualcosa al di fuori della politica o del senso di colpa che cosa cambieresti?
non so rispondere.. forse la situazione di chi mi sta accanto per migliorargliela.
* Ti piace ballare?
in bagno XD
* George Bush?
ma che domanda è?
* Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse una femmina?
Lorena che è l’unione dei due nomi delle mie nonne, ma mi auguro che sia maschio il primo (ma.. ora come ora sono l'idea che non li farò, è una responsabilità troppo grande)

* Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse maschio?
Alessio? Jeremy?Isacc? boh O_O forse è meglio che nasca femmina ghgh o per niente (A)
* Avete già sognato di vivere all'estero?
un tempo… tantissimo, ora qualche volta.
* Cosa vorreste che Dio vi dicesse quando varcherete la soglia del Paradiso?
ciao sama! Hai fatto un buon lavoro in questa vita… il tuo karma ringrazia e nella prossima ti andrà ancora meglio… e come bonus, rincontrerai le persone che hai conosciuto in questa!


Luponemo - 15:39 - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)

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venerdì, 19 settembre 2008
esame fatto*_*

Luponemo - 19:51 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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domenica, 14 settembre 2008
            è andata!!!!!               








..... Magnificamente.







Grazie ancora a tutti....



.










 ................. te lo sei meritato.







[ forse le faccine possono "sminuire", ma non è cosi.... è stata idea speciale, con una realizzazione speciale per una persona speciale.  Un weekend piacevole, tra persone che ti hanno dimostrato affetto, un weekend tra amici e risate. Una bellissima esperienza. Ancora aguri.. a te... e ai tuoi amici (mary e a Isa)
ne è davvera valsa la pena...... ]



... e se posso, sì, sono orgogliosa di....



Luponemo - 22:04 - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)

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