Erin Mccarley - Pony Lyrics


"L’uomo non vive di solo pane e io non vivo di scuse"

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"Ay payita mía
Guárdate la poesía
Guárdate la alegría pa'ti"


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venerdì, 29 febbraio 2008
VAFFANCULO
vaffanculo
a me
vaffanculo a tutto...
VAFFANCULOOOO!!!

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Categoria: sussurri al vento

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mercoledì, 27 febbraio 2008
Domani parto....
Nella mia mente un perfido tic tac a ricordarmi lo scorrere veloce del tempo di questa notte che ,seppur spero sempre sia la più lunga, si riduce ad essere la più corta a dispetto della dolcezza che racchiude...
Nella mia mente un perfido tic tac, il cuore sta iniziando a diventare pesante, eppure, tra poco un abbraccio gli darà nuovamente la leggerezza dovuta...
Nella mia mente un perfido tic tac ...
Nel mio cuore, al contrario, suona un diverso tic tac....ed è il suono del  contaore che mi riporterà qui...
Due tic tac ...
....e un solo tic tac: quello del tempo che ci metterò a venire in sala, sotto la voce delle gialappa's, ad abbracciarti......


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Categoria: ricordi

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giovedì, 14 febbraio 2008
I miss you - Incubus

To see you when I wake up
Is a gift I didn't think could be real.
To know that you feel the same as I do
Is a three-fold, utopian dream.
You do something to me that I can't explain.
So would I be out of line if I said

I miss you

            I see your picture, I smell your skin on the empty pillow next to mine.
           You have only been gone ten days, but already I'm wasting away.
         I know I'll see you again
         Whether far or soon.
         But I need you to know that I care

   And I miss you

 . . : : : : . .

Vederti quando mi sveglio
è un dono non pensavo potesse essere reale
Sapere che tu provi la stessa cosa,
come la provo io,
è un sogno chiuso in un cassetto
Tu mi fai qualcosa,
che non riesco a spiegare
Sarebbe completamente di troppo se dicessi

Mi manchi...

Vedo la tua foto,
sento l'odore della tua pelle,
nel cuscino vuoto vicino al mio
Sei andata via
solamente da una decina di giorni
ma io mi sento già perso.
So che ti rivedrò di nuovo
presto o tardi che sia
Ma ho bisogno che tu sappia,
che ci tengo a te

E mi manchi....
Mi manchi.




 


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Categoria: ricordi

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giovedì, 14 febbraio 2008


Il respiro di una corsa

Il battito di cuore e  fuga glorificata

Da qualcosa che ti ha percorsa

E percossa nell’animo di dannata

La paura è solita divorare ciò

Che brama di logorare

E sei solita scappare, prima

Di capire come affrontare


Fuggire e allontanare

Come copioni da recitare

Ma in questa fuga la tua anima

Si ribella, figlia dell’orgoglio

E dell’istinto,

Lascia che sia il raziocinio

a prendere il dominio.

 

.

...non sono mai stata brava con le "poesie," e ne mi interessa esserlo.

 

(ascoltando Silverchair - Ana's Song per COLPA di qualcuno  -... nulla a che fare con il testo però!!!- )


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Categoria: sussurri al vento

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sabato, 09 febbraio 2008

A cosa assomiglia il battito del cuore?

Il Mare acquista un aspetto nuovo di notte e loro lo sapevano. La leggere brezza era un elemento invisibile, un sussurro nel buio della Notte, una presenza leggibile solo sulla superficie, in penombra, del mare, quel piccolo fragile spiraglio illuminato dalla luce tenue, calda e distaccata della Luna, che timida si mostrava ai loro occhi dietro delle spavalde Nuvole, anch’esse illuminate da un riflesso di luce dell’anima serena nascosta dietro di loro. La luce e la brezza erano leggeri, la sabbia dove sedeva Lui era calda e soffice, mentre Lei, alzata, senza volere si trovò inebriata da quel forte e gradevole odore di salsedine. Avvolti dalla notte, come fosse una culla, e dal risveglio delle sensazioni, si guardarono. Erano timidi come la luna ma allo stesso tempo spavaldi come le nuvole, smossi da un sentimento tenero, puro e solido. Lei, gioiosa e donna, rise mentre  pur sentendosi morire ma non cosi tanto da desistere, si abbassò la cerniera laterale del leggero vestito. Era bellissima, sebbene non come una Dea bensì come lo è qualsiasi donna allo sguardo del proprio amato;  ciò nonostante il suo corpo giovane, imperfetto nel suo essere terreno, appariva incantevole illuminato quasi di profilo dalla luca, e nel contesto questo corpo si rendeva puro come la luce che le dava un aspetto sensuale mai volgare. Quando il vestito giunse a contatto con la sabbia si sentì il rumore del loro sfiorarsi seguito dai passi leggeri. Lui restò compiaciuto nella sua virilità nel guardarla per poi poggiare delicatamente la sua mano, delicata dalle dita affusolate sulla mano di Lei. Si guardarono e non servirono parole, Lei coperta pudicamente dal costume avanzò trascinandolo per la mano verso il bagnasciuga, ma dopo poco Lui scivolò via dalla presa per lanciarla andare avanti, curiosa e viva, mentre si sfilava i propri indumenti. Quando entrambi sfiorarono l’acqua gelida indietreggiarono in una fuga ridendo. In un riso che custodiva nelle sue melodie quel emozione che si percepisce nella fase che va dalla novità alla paura dell’attesa che termina nella realizzazione, nella presa di coscienza. Quel emozione che si ha quando un desiderio profondo sta per realizzarsi. Quel emozione nel riuscire  a  vedere finalmente con i propri occhi quel qualcosa che era avvolto nel mistero e che si era da sempre osservato a distanza. Non smisero di guardarsi mentre Li rideva e Lui sorrideva. Si strinsero la mano e facendosi coraggio, senza pensare troppo, si lanciarono nell’acqua fredda e misteriosa. Rompendo i timori e realizzando i desideri. Ora soli e vulnerabili nel mare e accompagnati dai rumori lievi intorno a loro, Lui restò a guardare quel viso, in parte illuminato dalla luna, e quelle labbra socchiuse con i denti che si agitavano non sopportando la reazione a quel ghiaccio che era l’acqua. L’avvicinò a sé stringendola forte. Adorava proteggere quel Cristallo tanto forte quanto fragile, cosi puro quanto tentatore, non bellissimo ma dall’animo raffinato. Lei, sorrise dolcemente e si lasciò avvolgere dall’abbraccio per poi far diventare la dolcezza in beffa, nel momento in cui lasciò la presa dal collo di Lui per far scendere le mani, silenziose, sotto la superficie dell’acqua. Lui saltò di scatto indietreggiando sorridendo  e maledicendola, al tempo stesso, con lo sguardo per i suoi continui dispetti, al che, Lei sorrise timidamente per poi tornare seria, dallo sguardo fermo quanto dolce  e lentamente tornò ad avvicinarsi verso di Lui, rimanendo fissa con lo sguardo su quegli occhi grandi, profondi ed espressivi resi ancora più belli da quelle folti ciglia che trattenevano le gocce di acqua messe in luce

dalla luna. Innamorata. Spinta dalle mordibili e lievi onde che si infrangevano, a intervalli irregolari e delicate, sui loro corpi, si avvicinò sempre di più al viso e andò ad accostare le sue labbra su quelle di Lui mentre, nel prendergli la mano, l’appoggiò al centro dei suoi seni, all’altezza del cuore. E labbra e mano toccarono nello stesso attimo le rispettive carni.

 

 

“A cosa assomiglia il battito del cuore? Il rumore del cuore ha mille cose che sembrano somigliargli, ma nessun rumore somiglia al rumore del cuore. Non sono le gocce di pioggia o il tamburellare ritmico con le dita. Non è il battere del martello, nemmeno il passo dei soldati o un tamburo di guerra. Il suono del cuore è unico. È una poesia che ognuno di noi si porta dentro, la musica del proprio corpo.”

 

 

Attimi. Questione di un attimo reso tale dal freddo dei loro corpi  e cosi, rapidi, divertiti e spensierati corsero verso i teli da mare stesi sulla spiaggia e fermati da alcuni sassi scuri. In tutto questo attimo, nessuna parola ma le sensazioni parlarono per loro perché spesso non c’è parole che tenga per descrivere le realtà più belle.



( Poesia: del brother. Produzione: "lattonzoli&co")
(grazie... andrè avevi ragione... mantenuta promessa..)

 



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Categoria: attimi

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venerdì, 08 febbraio 2008

Accidenti. Mi sta succedendo qualcosa, non so se è un impressione oppure una cosa reale, ma lentamente come acqua ho la sensazione di lasciare tutto, di scivolare lentamente… troppo presa da me. Si troppo presa da me. E questa cosa mi fa paura, so quanto sia sbagliato farlo, so quanto dolore porta alle persone vicine un atteggiamento simile. Mi auguro che sia solo una mia sensazione. Una sensazione dovuta al naturale cambiamento delle cose. Tutti hanno un loro cammino e non sempre combacia con il nostro, quindi, strade diverse ma non per questo lontani, infondo, i cammini che percorriamo fanno parte tutti della stessa vita e dubito seriamente che questo porti a distacchi netti, solo un muro che blocca il cammino e che si impone come tale, allora ci costringe a tornare indietro.. e i ponti che prima tenevano uniti, crollano come castelli di carta. Ma i ponti saldi no. Quelli ci sono sempre. E lo so. Eppure, questa sensazione non muta, avanza, e come corrente di un fiume mi porta a valle, allontanandomi dalle montagne. Forse è solo una sensazione del momento, o ripeto, un percorso naturale.. ..non so dirlo. Capirò.

Le cose cambiano, e sono la prima ad accogliere il cambiamento. Si sarà solo questo. Si cresce, si cambia stile di vita, persone e di conseguenze pensieri e idee, ed è inventabile un distacco, il frequentarsi di meno, soprattutto se non si ha un gruppo, ma diversi lupi solitari che da sempre percorrono la strada da soli, avvicinandosi e distaccandosi, dalle persone… sono viaggiatori, persone che hanno un loro spazio, e passano da villaggio in villaggio conoscono gente, ne approfondiscono i rapporti e poi ripartono, mantenendo legami, donando e prendendo da ciascuno di loro. Un gruppo? Si. Ma mai definitivo. Tutti e nessuno, solo alcuni sempre e con costanza.

Ma chi ho dipinto? Io o loro? O entrambi?

Si. Sono solo paranoie perché infondo so di non essere sola. Anzi. E’ solo naturale… però… dispiace, forse perché si è fin troppo viziati dall’abitudine che quando è bella è quasi preziosa e sapervi tutti insomma… … è normale. E’ davvero normale. Ed è bello cosi. Forse.

 

Alla fine l’importante è comprendere. Di questo ne sono certa.


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Categoria: sussurri al vento

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giovedì, 07 febbraio 2008
la curiosità se non domata è tremenda... riuscirò mai a domarla?A gestire le briglie e tenerle ben salde?

...... mi conosco........ posso solo che sorridere e scuotere la testa... ripensando che sì, sono davvero tremenda... mannaggia  a me...  gh

Luponemo - 00:02 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

Categoria: sussurri al vento

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mercoledì, 06 febbraio 2008

Comincio seriamente a credere che l’ispirazione mi venga, infame e dispettosa, sempre quando mi è impossibile per un motivo o per l’altro di scrivere.

            Mi ero ripromessa che non avrei usato questo blog come un caro diario, ma mi rendo conto che è una cosa davvero difficile. E’ stata una settimana bellissima, molto piena sia di piacevolezza che di soddisfazioni e anche le riflessioni non sono mancante (cosa che adoro!) per non dire di una sorpresa trovata in tasca!

            Ad ogni modo, la principale riflessione è stata data da un film. Ed è proprio di questo che vorrei parlare. E’ un film che mi ha colpito particolarmente e, infondo, è un film creato per colpire, dolente o volente. “into the wild”, è in questi giorni nelle sale. Ci sono andata sabato ed è stato un perfetto interludio tra una giornata piacevole e una notte dolcissima. E’ un film che merita di essere visto. Un film dalla trama forse scontata, visto che tratta di un viaggio, una crescita spirituale, tema che viene ripreso fin troppo volte. Ma è molto bello proprio perché non racchiude con banalità il quanto, ma lo fa accostando la consapevolezza, i pensieri e desideri del protagonista alle realtà circostanti che si possono solo conoscere quando si esce dal proprio accomodante (o scomodo) giardino, con uno sfondo di una natura che fa da amica e nemica, come lei stessa è veramente. Un natura che affascina tutti. Una natura che profuma di rosa ma punge come una spina. Una natura tratteggiata con poesia dove però, essendo una storia vera, non manca di ricordare quanto infondo, l’uomo da solo non posso sopravvivere in essa  e come lei non sia benevola come può far credere il suo magnifico mostrarsi.
    “into the wild” è un film che si presta a mille interprestazioni e letture, un film che si adatta a ciascuno di noi proprio perché non è altro che un viaggio che facciamo e che vorremmo fare tutti. E’ un esplorazione, una crescita che tutti, chi in una maniera e chi un’altra, realizziamo. Proprio questo suo adattarsi alla stessa natura umana permette di avvicinarsi tantissimo al protagonista o anche distaccarsi da lui, perché come in ogni riflesso ci si trovano sempre difetti e pregi, cose da assimilare e condividere, altre da eliminare e da cui distanziarsene.
    In sintesi la mia idea nel vedere il film è stata questa: ci sono due tipi di interpretazioni. Una superficiale che racchiude mille letture, favorevoli o contrarie, sui temi di maggior spicco e rilievo che ciascuno a suo modo vede o riesce a leggere; e una più profonda che, a loro malgrado, possono leggere solo chi ha avuto una situazione famigliare magari non uguale ma davvero simile, allora sì, solo allora forse riescono a capire e forse  condividere diversi pensieri e atteggiamenti del protagonista, naturalmente anche questa interpretazione ha mille letture (quanto le mille sfumature che ciascuno di noi ha e che ci permettono di essere quel pizzico diverso dagli altri). Per quanto mi riguarda ci sono molte altre cose che potrei dire, ma non posso perché sono mie e non mi sembra il caso di metterle in una pagina online, quando non riesco nemmeno ad esprimerle a chi dovrei, ma basta posso dire che in una scena, davvero troppo forte per me, ho pianto.

 

TRAILER :  it.youtube.com/watch


Amo questo film, perché esprime parte dei miei vecchi desideri e passi. E non solo miei, ed è questo che lo rende speciale.




….. bene. Si torna alla realtà…. Anche se non vorrei. Pensieri seri riprendono il possesso del mio cervello, anche se avrei mille altre cose da dire. Come un GRAZIE. Come un “ce l’ho fatta!”. Come un “ film e viennetta”. Come un “domani si riparte”. Come un “è meglio che mi do da fare”…  


Luponemo - 20:34 -
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Categoria: attimi

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