...le solite cose, vero Inverno?
Sto per mettermi a piangere.
Forse so perché odio l’inverno: mi mette di fronte a quello che va meno bene nella mia vita. Alle mie soddisfazioni, ai miei limiti e alle mie mancanze.
Odio l’inverno perché ti svegli e non c’è il sole e allora ti ritrovi a guardar fuori dal finestrino del treno mentre la pioggia cade e pensi di tutto e di più. Esci da una biblioteca universitaria riprendi quel treno e torni all’ovile che non ti da nulla. E il giorno dopo sai che è la stessa cosa, forse con qualche variabile ed imprevisti – se non avessi loro penso che a questo punto o avrei mandato a fanculo tutti per rabbia o avrei tentato il suicidio.
L’inverno è morto, è un ciclo continuo, tutte le giornate si replicano nella stessa maniera, fa freddo, si fa buio prima e le novità non ce ne sono mai.
D’inverno vivo di giorno.
Poi c’è la lontananze. L’assenza della patente. L’assenza di gruppo ben definito – ma non li cambierei mai.
Si, esce. Esco. Ma quando le diverse vite riescono a incrociarsi, e questo d’inverno è raro.
si, vedo gente. All’università frequento, vedo amiche o amici, ma di giorno.
Il punto è che io non so accontentarmi.
Sono una trottola e ho bisogno di stimoli nuovi.
Ho vissuto a Torino, non mi basta ora voglio l’estero.
perché non ho mai avuto un gruppo fisso ma tutti amici diversi? Perché dopo un po’ sento bisogno di altro, altri posti, altri locali, altra gente. Sia chiaro questo non implica che abbandono nessuno, semplicemente cerco di arricchirmi. È come se fossi avara di vita. Però alla fine, questo desiderio rimane una sciocca bolla di sapone. E l’inverno me ne rendo conto. Quando scendo dall’autobus sotto la pioggia e cammino illuminata dai lampioni, mentre delle macchine fredde e distaccate mi sfrecciano accanto, sono cosciente che finirò davanti a un computer e mi annoio già solo all’idea. Ma che altro posso fare?
Colpa mia, forse avrei dovuto prendere la patente invece della reflex.
E poi… perché se ho questa esigenza alla fine ho tutti amici abbastanza tranquilli? Va benissimo, li amo e se sono amici stretti non saremo cosi tanto diversi infondo, no? Eppure perché bramo un gruppo e non ce l’ho e quando ci sto dentro fuggo? Perché vorrei conoscere gente attiva che fa tutto e di più e mi riduco a conoscere gente placida?
A volte penso che rimarrò una fallita a vita e non perché non valgo, perché non sarei brava, perché non sarei portata o perché non ho il carattere giusto, ma perché voglio tutto ma quel tutto non so nemmeno io definirlo. Ho una irrequietezza dentro che si placa solo col movimento, con il perenne cambiamento ovvero con stimoli e conoscenze nuove. E dopo un po’ mi stanco. Tornando alla città: paesino, città grande..ora sogno metropoli ed estero..qualora divenissi una grande giornalista e vivessi un anno in una metropoli a quel punto immagino che vorrò l’universo.
Proprio per questa mia agitazione – che sia ben inteso è naturale e non credo patologica- irrequietezza e voglia di “altro”, sento che sto sprecando i miei 23 anni e se da un alto anche il limite “denaro” ci mette la sua penso anche che sono io cosi. Alcune mie amiche si immaginano a 30 anni con famiglia e figlio, io spero di stare su una costiera del nord Europa con un biglietto per New York in mano. O comunque in qualche situazione attiva e non statica. Perché lavoro e famiglia la vedo cosi, statica. Monotonia. Ripetitiva. La mia vita perfetta? Fino a 30 anni a girare il mondo, una volta qui una volta lì, e poi verso i 35 anni fermarmi e fare una famiglia. Convinta di essermi goduta ogni età ed essere pronta a dedicarmi interamente a qualcun’altro a condizionarmi la vita per esso. Ora no. Non me la farei condizionare nemmeno per amore. Cazzata! Perché non ho coraggio di chiedere l’erasmus per sei mesi se non un anno.
odio l’inverno lo odio con tutte le mie forze perché la sua tristezza, freddezza, mancanza di vita e di colori, quel maledetto grigiore che mi entra attraverso gli occhi nel cuore e cerca quel lato grigio che è dentro di me che batte sotto un colore rosso che vira al bordeuax, il mio colore.
____
Ho ripreso un vecchio quaderno... e leggo:
Vivo ogni giorno per l'emozione che provo quando raggiungo i miei traguardi e per la sfida di spingere me stesso un pò più lontano ogni giorno.
e
Vorrei volare per vedere il mondo con i miei occhi.
Forse il cambiamento è solo un'idea di comodo e infondo si resta gli stessi di sempre.